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L'opera d'arte del mese - Maggio 2017

Pubblicato da
Lorenzo Ciotti
il 01 maggio 2017
La colonna mensile propone per Maggio un'opera tutt'ora molto controversa; Merda d'Artista, di Piero Manzoni

Il mese di Maggio ci porta a esplorare un'opera d'arte molto controversa e particolare: Merda d'Artista, un lavoro che ha fatto molto discutere nel mondo dell'arte, prodotto dall'italiano Piero Manzoni.

In un periodo nel quale il diverso, il controverso, e ciò che fa dibattere in generale non è più un tabù, Merda d'Artista si cala perfettamente nel momento e nel contesto (non dimentichiamo che d'altronde anche le fragole più dolci e gustose hanno bisogno in questo periodo di un loro .. catalizzatore!).

Creata nel 1961, la cosiddetta merda d'artista fu sigillata da Manzoni in 90 barattoli di latta, non molto dissimili da quelli che vengono usati per conservare la carne in scatola.

Per un peso di 30 grammi, alle scatole vennero attaccate diverse etichette, tutte in lingue differenti, con la scritta ormai iconica: «merda d'artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961»

I barattoli sono attualmente conservati per tutto il globo, in diverse collezioni, private e non. Il barattolo numero 4 è esposto al Tate Modern di Londra, mentre la scatoletta numero 80 a Milano, nel nuovo Museo del Novecento.

Altri barattoli sono stati venduti all'asta per prezzi superiori ai 100.000 euro, mentre il valore medio di ogni lattina si aggira intorno ai 70.000 euro.

La genesi dell'opera nel complesso appare piuttosto chiara. Manzoni (morto a soli 29 anni) voleva vendere i barattoli a un prezzo corrispondente a 30 grammi di oro.

Il significato è il valore dell'artista stesso, il quale vende una parte di se stesso in oro, tramite i meccanismi di consumo della società di allora. Un tema che tutt'oggi è attuale.

L'ironia visualizzata attraverso un oggetto di uso quotidiano è stata la chiave vincente di un'opera che resta a oggi ancora molto controversa, carica di riflessi neodadaisti, e che, nella sua stranezza, resta attuale e contemporanea.

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