Voglio la mia malinconia
Con indosso il mio abito finto ,
mi aggiro tra le mura della mia dimora.
M’interrogo sulla mia ottusità d’amore,
sul mio incomodo atteggiarmi,
sul mio non sentirmi “a casa”.
Cerco il mio soccorritore discreto,
la voce della mia coscienza,
mi costringe ad una sosta,
mi chiede di ascoltare le ragioni del mio cuore.
Come un’ombra sbiadita
si presenta la mia anima pensosa e nostalgica,
come un cristallo appannato non vuole brillare.
Voglio la mia malinconia,
non disprezzatemi se la desidero,
essa porta con se tenerezza e dolcezza,
mi fa superare le barriere della ragione,
mi conduce nel mio mondo immaginario.
Non datemi la pillola contro la malinconia,
fate che la solitudine e l’afflizione si sciolgano
sul fuoco rovente e dal metallo incandescente
si modelli la mia forma più bella.
Massimo Bardi10/04/2007 10:21 PM
sei la benvenuta....e non aver paura della malinconia, è sinonimo di grande sensibilità...non l'abbandonare mai...ti aiuta a non meravigliarti di ciò che accade nel mondo..non aver paura...fai solo un sorriso a chi vuoi tu...l'altro capirà la tua "gioia"...ciao massimo
Carmen Auletta10/04/2007 10:34 PM
Grazie...è bello quello che hai detto...
Ramon Vasquez Rojas10/11/2007 02:57 AM
Bienvenida Carmen
Carmen Auletta10/11/2007 07:54 PM
Grazie Ramon...benvenuto anche a te....
Carmen Auletta10/12/2007 10:52 AM
Ciao Ramon....sono felice di constatare che alcuni miei dipinti sono tra i tuoi preferiti, mi dispiace che io non parlo la tua lingua....ma credo che ci siamo capiti lo stesso.....
Lorenzo Basile12/01/2007 05:39 PM
E' una opera struggente in cui colgo un tuo malessere interiore...che nel tempo si dilegua in un sorriso appena accennato. Mi hai emozionato...brava
Carmen Auletta12/02/2007 08:36 PM
Ti ringrazio, hai centrato in pieno e anche il brano che ho messo sopra evidenzia bene questo malessere.
Con indosso il mio abito finto ,
mi aggiro tra le mura della mia dimora.
M’interrogo sulla mia ottusità d’amore,
sul mio incomodo atteggiarmi,
sul mio non sentirmi “a casa”.
Cerco il mio soccorritore discreto,
la voce della mia coscienza,
mi costringe ad una sosta,
mi chiede di ascoltare le ragioni del mio cuore.
Come un’ombra sbiadita
si presenta la mia anima pensosa e nostalgica,
come un cristallo appannato non vuole brillare.
Voglio la mia malinconia,
non disprezzatemi se la desidero,
essa porta con se tenerezza e dolcezza,
mi fa superare le barriere della ragione,
mi conduce nel mio mondo immaginario.
Non datemi la pillola contro la malinconia,
fate che la solitudine e l’afflizione si sciolgano
sul fuoco rovente e dal metallo incandescente
si modelli la mia forma più bella.