Annalisa Parisii: untitled
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critics
Marcello Mogni 04/17/2007 01:38 AM
:-)
Ciao Annalisa, complimenti per quest'opera senza titolo...
Negli alberi, dunque, i primi uomini vedevano l'inizio della vita, di ogni vita; a ogni specie era legato un mito, una leggenda, un rito. Ai nomi degli alberi erano collegati i mesi lunari e le stagioni. Plinio scriveva "...Non meno della effigie degli Dei, non meno dei simulacri d'oro e d'argento, si adoravano gli alberi maestosi delle foreste..."
Attorno agli alberi consacrati veniva eretto un recinto dove non tutti potevano entrare: lo spazio rinchiuso diventava sacro e il terreno intorno "luogo religioso". A volte il recinto veniva alzato e diventava tempio che al centro aveva l'albero. Virgilio, nell' Eneide, canto VII, ci racconta:
...era un cortile in mezzo
A le stanze reali,
Dove un gran lauro
Già da tempo consacrato, e colto
Con gran riverenza era serbato.
E, ancora, nelle sue Egloghe così agli alberi affianca gli dei:
Piace a l'Acide il pioppo, la vite a Dionisio, il mirto
a Afrodite bella, ad Apolline piace il lauro;
Filli i noccioli gradisce; finch'ella di loro si compia
non di Febo l'allor, non il mirto più dei noccioli
Bello il frassino in selva, bellissimo é il pino in giardini,
lungo i ruscelli il pioppo, l'abete su l'alte montagne...
Negli alberi, dunque, i primi uomini vedevano l'inizio della vita, di ogni vita; a ogni specie era legato un mito, una leggenda, un rito. Ai nomi degli alberi erano collegati i mesi lunari e le stagioni. Plinio scriveva "...Non meno della effigie degli Dei, non meno dei simulacri d'oro e d'argento, si adoravano gli alberi maestosi delle foreste..."
Attorno agli alberi consacrati veniva eretto un recinto dove non tutti potevano entrare: lo spazio rinchiuso diventava sacro e il terreno intorno "luogo religioso". A volte il recinto veniva alzato e diventava tempio che al centro aveva l'albero. Virgilio, nell' Eneide, canto VII, ci racconta:
...era un cortile in mezzo
A le stanze reali,
Dove un gran lauro
Già da tempo consacrato, e colto
Con gran riverenza era serbato.
E, ancora, nelle sue Egloghe così agli alberi affianca gli dei:
Piace a l'Acide il pioppo, la vite a Dionisio, il mirto
a Afrodite bella, ad Apolline piace il lauro;
Filli i noccioli gradisce; finch'ella di loro si compia
non di Febo l'allor, non il mirto più dei noccioli
Bello il frassino in selva, bellissimo é il pino in giardini,
lungo i ruscelli il pioppo, l'abete su l'alte montagne...
ciao annalisa, bellissimo...in questo momento della mia vita vorrei essere lì, sotto quell'albero....grazie!!



