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equilibriarte.org : Marcello Mogni : free space : “Théodore Géricault - Ritratto di un malato mentale con monomania del comando militare 1822-1823”

Marcello Mogni: “Théodore Géricault - Ritratto di un malato mentale con monomania del comando militare 1822-1823” 

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Marcello Mogni: “Théodore Géricault - Ritratto di un malato mentale con monomania del comando militare 1822-1823”
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Théodore Géricault - Ritratto di un malato mentale con monomania del comando militare 1822-1823


From current events: quarta edizione della Giornata del Contemporaneo - Ferrara

comments

Attilio Geva self deleted member 03/19/2007 02:39 PM
Che meraviglia! E pensare che non solo non avevano Photoshop, ma nemmeno la macchina fotografica ...
Marcello Mogni 03/19/2007 02:41 PM
...ed è riuscito anche a convincerli pure a stare abbastanza fermi...

Attilio Geva self deleted member 03/19/2007 02:51 PM
Sì, roba da non credere, avevano una memoria visiva da elefanti. Con un autoritratto bene o male ..., ma con un matto (o un cavallo in corsa tanto per rimanere con Gericault) è tutto un altro carnevale. A parte che era ricco da fare schifo, dovendo competere in un mercato del genere a me toccherebbe tutt'al più il mortaio ed il pestello. eheh
Marcello Mogni 03/19/2007 03:03 PM
Bè, per quel che riguarda "i cavalli in corsa", però, pure lui come altri fecero il medesimo errore di mettere le due zampe davanti e le due posteriori in maniera errata...
fu solo con l'invenzione dell'istantanea fotografica che si capì che non potevano correre in quel modo...
:-)
Attilio Geva self deleted member 03/19/2007 05:44 PM
Hai ragione, hanno fatto un po' tutti un sacco di cavalli "sbagliati",in generale di anatomie (anche umane) sbagliate. Di conseguenza noi che "sappiamo" e abbiamo tecniche sopraffine e colori che escono da tubetti, facciamo cose tra l'incredibile ed il mai visto! Scherzi a parte, qualche volta è davvero così, ma in molti (troppi?) casi sarebbe meglio lasciarlo nel tubetto fisico o digitale che sia, mi sa. Sono convinto che le "vecchie" linee evolutive non abbiano ragione di estinguersi. Non hanno finito di stupirci e di emozionarci. Non sei mai uscito da un museo con un misto di frustrazione (una benefica spinta forzata all'umiltà) e venerazione?
Marcello Mogni 03/19/2007 09:24 PM
Bè, forse è anche proprio perché, dato che la "pappa" è spesso più facile da ottenere, che magari, (ma certamente non solo per questo motivo), nel corso del '900 gli artisti si sono spinti verso più "elucubrative" indagini e sperimentazioni anche di tipo tecnico, oltre che estetico...

tuttavia, non disprezzerei poi troppo i "dilettanti" che "pasticciao" con i colori, è grazie a loro che i negozi di colori campano, e riforniscono tutti, non certo grazie alla più limitata percentuale di artisti...
:-)
______

Si, a volte esco da un museo "frustrato", anche se in genere prevale l'esaltazione, ma più che altro, mi entusiasmo per specifiche e singole personalità...
Questi quadri di Gericault, ad esempio, li si può mettere vicino a qualunque cosa, a qualunque altro capolavoro, mi piacciono almeno come "La zattera della Medusa", considerato il suo capolavoro...

Questi ritratti sono pressoché perfetti: la cosa che proprio mi esalta, è come è riuscito a fare coincidere "il tocco" pittorico col piano di luce, in maniera naturalissima...
poi, il gesto, la pennellata, sono diretta e semplice costruzione della figura, guarda anche quello della monomania dell'invidia: oltre al viso, che è strepitoso, e la luce negli occhi, anche i dettagli del vestito, la cuffia bianca,...
:-)
Marcello Mogni 03/19/2007 09:59 PM
...e anche il viso di quello con monomania del furto, ha il bianco di un occhio più chiaro dell'altro, una faccia assolutamente asimmetrica, un piano di luce buttato sulla guancia opposta a quella col bianco dell'occhio più chiaro: sono queste "perfette" asimmetrie, dove luce e modellato delle forme sono una cosa sola, che mi fanno impazzire!...
Perché molti quadri invece sono noiosi?
perché non hanno il dono di una così geniale varietà e irregolarità di forme perfettamente combinate fra loro...
:-D

Come poi, tutto questo insieme, chiamiamolo "tecnico", o "stilistico", riesca a restituire la loro psicologia in maniera così penetrante, che sembra di vederceli davanti, con la loro follia personale, direttamente dall'Ottocento...
è un altro sublime prodigio...
:-)

Attilio Geva self deleted member 03/19/2007 11:15 PM
E' prodigioso, sì.
I grandi ritrattisti trovano inganni geniali. Noi umani nella lettura del volto siamo mostruosamente abili. Se osserviamo un volto, i movimenti saccadici formano un triangolo che ha ai vertici gli occhi e la base del naso dell'osservato. Anche il resto viene "guardato", ma molto meno. Sicché l'80% un ritrattista se lo gioca lì, le microdeformità, le contratture muscolari anche minime,le inclinazioni dela testa sono leggibili come libri aperti sul piano emozionale e i pittori straordinari sono capaci di suggerirle anche se a ben guardare non sono descritte pedissequamente. Il fruitore adora essere preso ABILMENTE per il culo.
Attilio Geva self deleted member 03/19/2007 11:32 PM
Rileggendo mi sono accorto di non essermi espresso bene, non era certo ai dilettanti che pasticciano che consigliavo di lasciare il colore dentro al tubetto. Io per primo ne sarei danneggiato, mi riferivo più ai molti presunti maestri che allignano sulle riviste patinate e sfornano banalità costose spacciandole per colpi di genio. Il problema del valore non può essere concentrato solamente nell'opera e nella reazione positiva del mercato. Conta anche (forse soprattutto) il come, il perché. Se questi quadri li avesse dipinti casualmente per diletto un guardiano dei cessi e non fossero mai stati visti da alcuno e giacessero dimenticati in qualche solaio, sarebbero ugualmente dei capolavori, o no? Di sicuro lui non aveva bisogno di venderli e no ra certo questo il motivo per dipingerli.
Magda Carella 08/03/2007 11:58 PM
Interessante e condivisibile il vostro discorso :-)
Anche a me piace Gericault