Le immagini fotografiche analogiche, con stampa ai sali d’argento, affrontano un tema insolito: “pied a terre”, titolo allusivo e provocatorio alla garconniére francese e all’origine dei nostri arti.
Immagini totemiche che affiorano dal buio della stampa per produrre intriganti effetti visivi che imprigionano lo sguardo ed ampliano l’immagine.
Sono tracce corporee in tensione che si sommano, si intersecano, si intrecciano in una sequenzialità visiva che li rende gioco evocativo di sensualità, di corteggiamento; mentre, in un’altra sequenza, l’autore, li ridefinisce come soggetti protagonisti del nostro cammino, simulando
un associazione di forme con gli arti superiori per ricondurli all’origine.
La tecnica di stampa portata al limite del visibile, l’abilità artistica nell’uso delle luci, sottolineano come il linguaggio muto dell’esibizione imperativa delle immagini e la mancata dinamicità fotografica possa riflettere quel processo evolutivo di alterazione percettiva.
Maria Fina Ingaliso
Docente DAC - FIAF
Antonella Iurilli Duhamel02/01/2007 08:15 PM
Il massimo del radicamento espresso con una sintesi eccezzionale, lo trovo raffinato ed elegante
antonella
Sergio Culot02/01/2007 11:34 PM
Grazie per il commento e per la preferenza
Annamaria Germani02/02/2007 01:48 AM
Qui non si parla di fotografia, ma di Altissima Fotografia, partendo dallo scatto per finire in un raffinato lavoro di camera scura...complimenti
Sergio Culot02/02/2007 02:49 PM
Grazie per il commento.La foto fa parte di un lavoro di 15 pezzi che se qualcuno me le riprende con una digitale le metterò sul sito cosi vedro le critiche.Comunque ho dei lavori forse piu interessanti che stò cercando di finire.CIAO a presto
Immagini totemiche che affiorano dal buio della stampa per produrre intriganti effetti visivi che imprigionano lo sguardo ed ampliano l’immagine.
Sono tracce corporee in tensione che si sommano, si intersecano, si intrecciano in una sequenzialità visiva che li rende gioco evocativo di sensualità, di corteggiamento; mentre, in un’altra sequenza, l’autore, li ridefinisce come soggetti protagonisti del nostro cammino, simulando
un associazione di forme con gli arti superiori per ricondurli all’origine.
La tecnica di stampa portata al limite del visibile, l’abilità artistica nell’uso delle luci, sottolineano come il linguaggio muto dell’esibizione imperativa delle immagini e la mancata dinamicità fotografica possa riflettere quel processo evolutivo di alterazione percettiva.
Maria Fina Ingaliso
Docente DAC - FIAF