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Eva Pedroni Simoncelli: “Condizione comune” 

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Eva Pedroni Simoncelli: “Condizione comune”
image JPG 143 KB

Scatto da installazione rielaborato al computer
130x90cm
2007
53 views
(full size: 10)



eqlink:

E' la sensazione che proviamo quando cerchiamo di percorrere la nostra strada ma il destino ci pone degli ostacoli

© 2008 Eva Pedroni Simoncelli


From current events: legami scissi - napoli

critics

Gianluca Silesu 08/22/2008 12:24 AM
Sono fili che ci reggono, fili che ci strangolano e come ragnatele corrono fra te e me. Sono fili che sostengono parole in equilibrio instabile, come tante ballerine tra le nuvole. Fili elastici ci uniscono e più ci allontaniamo più ci attraggono, elettroni intorno a un nucleo s'incrociano soltanto per un attimo e con un fil di voce si sussurrano qualcosa e poi ripartono. Fili della tela di Penelope tessuti e poi disfatti io e te, distanti come i capi di una corda che le nostre dita pizzicano e vibra come un organo di note silenziose ad ogni battito.. Tic..Tac.. Oscilliamo come un pendolo.. Burattini appesi a fili che le nostre mani tirano, che si annodano e a volte sfuggono.. Fili d'erba calpestati che a fatica si rialzano..
Due gradi verso l'alto, due a sinistra e in mezzo fili troppo tesi, fili di discorsi persi e poi ripresi senza mai venirne a capo, fili rosso cupo che ricamano indecifrabili messaggi in codice. Fili che riunisci in tracce che io adoro scioglierti, che legano i tuoi polsi docili a ricordi semplici. Fili d'oro tracciano parabole nel buio dell'estate dando ai desideri un'anima.. E tu diventi musica, suoni in metrica, armonia ipnotica : stregato da te che sei la mela della favola. Perduti nello stesso dedalo facciamo su un gomitolo ma il filo che inseguiamo è il medesimo. E un giorno taglieremo insieme il filo del traguardo e resteremo finalmente senza fili tra di noi... Guinzagli d'aquiloni insofferenti che strattonano per liberarsi e perdersi e rincorrersi nel vento... by Frakie Hi-Nrg
Eva Pedroni Simoncelli 08/22/2008 07:37 AM
.......Meraviglioso, grazie......mi fa molto piacere il tuo interessamento!Quello che tu hai realizzato come promo è molto simile a ciò che penso anch'io ma il mio lavoro parte dalla sensazione di vivere un'esistenza in cui scegliere il proprio destino risulta difficile.......cerchi di percorrere una strada ma gli eventi ti riportano su quella precedente...lasciandoti ancora più frustrat perché senti che eventi incontrollabili ti manipolano...Se vui leggere la poetica:
In “Così parlò Zarathustra” di F. Nietzsche, ritrovo l’origine di questo lavoro!
L’uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo un cavo al di sopra di un abisso… Un passaggio periglioso, un periglioso essere in cammino, un periglioso guardarsi indietro e un periglioso rabbrividire e fermarsi… La grandezza dell’uomo è di essere un ponte e non uno scopo: nell’uomo si può amare che egli sia una transizione e un tramonto… Io amo coloro che non sanno vivere se non tramontando, poiché essi sono una transizione… Io amo gli uomini del grande disprezzo, perché essi sono anche gli uomini della grande venerazione e frecce che anelano all’altra riva… Io amo colui che vive per la conoscenza e vuole conoscere, affinché un giorno viva il superuomo.. Io amo colui che ama la sua virtù, giacché virtù è volontà di tramontare e una freccia anelante… Io amo colui che castiga il suo dio perché ama il suo dio: giacché dovrà perire per l’ira del suo dio… Io amo colui che è di spirito libero e di libero cuore: il suo cervello, in tal modo, non è altro che le viscere del cuore, ma il suo cuore lo spinge a tramontare… Un nuovo orgoglio mi insegnò il mio io, e io lo insegno agli uomini: non nascondete più la testa nella sabbia delle cose celesti, ma portatela libera e scoperta, una testa terrena che crea un senso alla terra… Creare, questa è la grande redenzione dalla sofferenza, e il divenire lieve della vita… Ma perché vi sia colui che crea è necessaria molta sofferenza e molta trasformazione… Sì, molto amaro morire dev ’essere nella vostra vita, o voi che create!.. Ma questa è la dottrina: chi vuole imparare un giorno a volare, deve prima di tutto imparare a stare e andare e camminare e arrampicarsi e danzare: il volo non si impara in volo!.. Meglio nessun Dio, meglio costruirsi il destino con le proprie mani, meglio essere un folle…
La pesantezza del vivere….il sentirsi in balia degli eventi…sono mani invisibili che ci piegano…e ci conducono attraverso un sentiero che non sentiamo appartenerci! Un arrancare quotidiano….in cui l’umanità è rappresentata nella sofferenza, nella stanchezza e nella noia, nel sentirsi manipolati da eventi invisibili che aggravano ulteriormente le difficoltà e ci piegano ad un volere non nostro, ad un percorso diverso da quello immaginato! Quante volte vorremmo attri-buire certezze, nomi, verità a questi eventi ma proprio quando, convinti di averne carpito l’essenza, pensiamo di avere raggiunto la verità, tutto si “riformula” lasciandoci ancora più confusi. L’intento dell’opera “Mani invisibili” è la riflessione sul cammino dell’uomo che sente le costrizioni, le contraddizioni della “leggerezza dell’essere”, le malinconie della vita e …stancamente si interroga! Ti ho annoiato, Scusa, ciao eva