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Silvia Vari: “Il Vento” 

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Silvia Vari: “Il Vento”
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Acrilico su tela
70x40 cm
2007
100 views
(full size: 18)



eqlink:

... ci fa fare quello che vuole... siamo appesi, sospesi... arresi... (Opera esposta ad "Arte per Aria", Castello Estense, Ferrara; Settembre 2007)

© 2008 Silvia Vari


From current events: BRIGITTA ROSSETTI: Stelle senza Lato - Pisa

critics

Silvia Vari 06/04/2008 03:49 PM
"Il Vento", 31 ottobre 2006

Il mare è ancora in tempesta o il Vento ha smesso di agitarlo? Qui tira forte, batte alle finestre chiuse, si insinua nelle loro fessure... entra... manda in aria tutto... fogli sparsi, veli strappati, stracciati, veli squarciati!
Disordine fuori ti è concesso, oh Vento, ma dentro no, non ti permetto!
Io sono qui, io, sono qui, io sono qui... no, no, non è vero, non è così!
Veli strappati, stracciati, veli squarciati!
Appunti sparsi, disordine, disordine; io che qui mi ritrovo, però, mi ritrovo, ritrovo le mie cose... mi va bene anche così...
Io sono qui, sono qui, qui.


Silvia

Silvia Vari 06/04/2008 03:50 PM
Ossi di seppia al vento.
In una sequenza ideale, questo è l’ultimo dei quattro dipinti: dalla tensione all’alto del corporeo e terreno, al fuoco che attrae a sé e tutto illumina, fino al confondersi dei piani spaziali e degli elementi, si giunge qui a rappresentare il riscatto e, per così dire, l’elevazione dei più umili relitti marini, gli ossi di seppia, che il mare abbandona dietro di sé cedendo alla terra. Si tratta di un’ottica chiaramente deformante in cui la cose non appaiono nel loro realismo, ma come l’artista le vuole vedere: ossi di seppia non lunghi, affusolati e opachi, come si incontrano sulle spiagge, ma trasparenti, vitrei, tondeggianti. Vibrando nell’aria, appaiono leggeri, aerei, dondolano come le note di un carillon, infilzati in un improbabile sonaglio.
L’impianto della tela è diviso cromaticamente in due metà: una banda verticale beige sulla sinistra, si oppone a una metà destra dal fondo grigio, divisa a sua volta in due strisce orizzontali in alto grigio più chiaro, in basso più scuro. La divisione spaziale tra il neutro grigio e il caldo beige è netta, senza sfumature, così come nel reale si oppongono vita e morte, terra e cielo; gli ossi di seppia volteggiano però sospesi, ondeggiando lievemente dall’uno all’altro settore, come solo i sogni, gli ideali possono fare. Analogamente agli ossi di seppia montaliani, ma diversamente da essi, gli ossi sono nelle intenzioni della pittrice, l’emblema della condizione umana, una condizione per così dire sublimata, in cui la tensione all’alto, le aspirazioni, la passione, l’ingegno possono innalzare l’uomo, riscattandone l’essenza corporea e terrena.

Prof.ssa Paola Aretini
Simona Pocorobba self deleted member 06/04/2008 04:22 PM
Questo é il mio preferito da sempre!!!
^_^
Silvia Vari 06/04/2008 04:24 PM
... sì, lo so... grazie...

Sai, in questi giorni c'è piovuto sopra... s'è rovinato un po'... eheh... davvero!
Simona Pocorobba self deleted member 06/04/2008 04:41 PM
:*( che peccatooooooooooooo...accidenti a chi li appende dove non deve...;)
Silvia Vari 06/04/2008 04:44 PM
Ahahaah... riferirò!!!

... ma va be', "accidenti" si fa per scherzare... ahah...

... scappo...
Silvia Vari 06/07/2008 09:37 PM
Silvia Vari: “Il Vento”
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Acrilico su tela
70x40 cm
2007
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Dagli eventi in corso: Geografia di una prigione - Piossasco (TO)

critiche

Silvia Vari

11.09.2007 01:00

Ossi di seppia al vento.
In una sequenza ideale, questo è l’ultimo dei quattro dipinti: dalla tensione all’alto del corporeo e terreno, al fuoco che attrae a sé e tutto illumina, fino al confondersi dei piani spaziali e degli elementi, si giunge qui a rappresentare il riscatto e, per così dire, l’elevazione dei più umili relitti marini, gli ossi di seppia, che il mare abbandona dietro di sé cedendo alla terra. Si tratta di un’ottica chiaramente deformante in cui la cose non appaiono nel loro realismo, ma come l’artista le vuole vedere: ossi di seppia non lunghi, affusolati e opachi, come si incontrano sulle spiagge, ma trasparenti, vitrei, tondeggianti. Vibrando nell’aria, appaiono leggeri, aerei, dondolano come le note di un carillon, infilzati in un improbabile sonaglio.
L’impianto della tela è diviso cromaticamente in due metà: una banda verticale beige sulla sinistra, si oppone a una metà destra dal fondo grigio, divisa a sua volta in due strisce orizzontali in alto grigio più chiaro, in basso più scuro. La divisione spaziale tra il neutro grigio e il caldo beige è netta, senza sfumature, così come nel reale si oppongono vita e morte, terra e cielo; gli ossi di seppia volteggiano però sospesi, ondeggiando lievemente dall’uno all’altro settore, come solo i sogni, gli ideali possono fare. Analogamente agli ossi di seppia montaliani, ma diversamente da essi, gli ossi sono nelle intenzioni della pittrice, l’emblema della condizione umana, una condizione per così dire sublimata, in cui la tensione all’alto, le aspirazioni, la passione, l’ingegno possono innalzare l’uomo, riscattandone l’essenza corporea e terrena.

Prof.ssa Paola Aretini


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Annamaria Germani

membro autodisattivato

11.09.2007 11:53

Caspita, bellissima questa analisi di come lo hai interpretato...complimenti!!!

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Silvia Vari

11.09.2007 13:40

Sì, la Prof.ssa scrive proprio bene!

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Annamaria Germani

membro autodisattivato

11.09.2007 13:56

sì, lei lo ha saputo descrivere, ma penso abbia interpretato il tuo pensiero...

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Silvia Vari

11.09.2007 14:05

:-)

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Annamaria Germani

membro autodisattivato

11.09.2007 14:11

Silvia grazie per tutte le scelte:-)))

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Silvia Vari

11.09.2007 14:22

Di nulla...c'è l'imbarazzo della scelta!

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Alessandro Skocir

18.09.2007 03:31

Dati anagrafici
Nata a Sinalunga (SI) il 28 Ottobre 1970; residente in Sinalunga (Si), via Colonna 47.



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Curricul
um
Si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Siena, nell'anno accademico 1992-93 discutendo una tesi in letteratura latina dal titolo «Sogni e prodigi nell’Eneide», relatore prof. Gioachino Chiarini.
Consegue il titolo di dottore di ricerca in “Antropologia del mondo antico e storia della tradizione classica” presso l’Università degli Studi di Siena in data 20-02-1999, con una tesi dal titolo "La storia di fantasmi greco-latina nella trattatistica cinquecentesca sul soprannaturale".
Pubblicazioni
Gufi e pipistrelli: due prodigi nell’Eneide di Virgilio, «Annali della Fac. di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena», 16, 1995, pagg. 1-11.
Ricerche su destra e sinistra nel mondo antico: bilateralismo corporeo e piante medicinali, «Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena», 18, 1997, pagg. 129-150.
A destra e a sinistra. L’orientamento nel mondo classico, Pisa, ETS, 1998.
Ch. G. Heyne e la geografia infernale nel VI libro dell’Eneide, «Quaderni di Storia», 49, 1999, pagg. 179-198.
Interessi di studio
Attualmente sta proseguendo gli studi iniziati con la sua tesi di dottorato: «La storia di fantasmi greco-latina nella trattatistica cinquecentesca sul soprannaturale».

Profilo interessante per la giovane PROF!
Complimenti per l'opra e per il commento!



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Silvia Vari

18.09.2007 03:37

Sì, però questo profilo non è aggiornato... Comunque è vero, scrive bene ed è in gamba!
Grazie per i complimenti, presenterò.
Silvia

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Luigi Meregalli

25.09.2007 09:51

...a bell'opera non c 'è da dire..

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Silvia Vari

25.09.2007 12:36

Mille grazie!
Silvia

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Silvia Vari

23.10.2007 00:03

it.youtube.com/watch?v=AiAwYSsQ7JE

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Silvia Vari

24.10.2007 00:31

it.youtube.com/watch?v=dn2V9CKiSMw

Silvia Vari 08/31/2008 02:01 PM
Sonetti a Orfeo I

III.

Un dio può. Ma, dimmi, come può
un uomo seguirlo con l'esile lira?
Il suo senso è scissione. All'incrocio
di due vie del cuore, non c'è tempio per Apollo.

Il canto che tu insegni non è brama,
né aspirazione che infine s'appaga;
il canto esiste qui. Per un dio, facile cosa.
Ma quando "siamo" noi? E quando "egli" volge

al nostro essere la terra e le stelle?
Non "è" questo, giovane, il tuo amore, quand'anche
la voce ti forzi nella bocca, - impara

a scordare che hai cantato. Scorre via.
Cantare in verità è un altro respiro.
Un respiro a nulla. Un soffiare nel dio. Un vento.

[R.M. Rilke]