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Gabriele Pellegrini: “Non sai cosa darei per averti” 

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Gabriele Pellegrini: “Non sai cosa darei per averti”
image JPG 238 KB

Lastre di plexiglas fresate
lastra 20x20. variabile. Nella foto 100x180
2008
EUR 3000
109 views
(full size: 19)



eqlink:

Opera realizzata per la mostra : SKULL: RETURN TO SENDER. Per la galleria Wannabee Milano www.wannabee.it

© 2008 Gabriele Pellegrini


From current events: Werens face to Silvano - I linguaggi dell'Arte - Sabadell Centre

critics

Gabriele Pellegrini 06/24/2008 03:07 AM
"Non sai cosa darei per averti", un topos comune all'eros sfuggente. L'amante invisibile di tutti i tempi resta sempre la donna figlia della luna, tra eros e thanatos la morte e la concenzione del tempo sono state sempre al centro delle speculazioni artistiche e filosofiche. Senza mutazioni post -umane, la morte muta i corpi, li rende privi della carne, privi della sensualità terrena e li conduce in una dimensione fredda e marmorea. La mutazione avviene un po' alla volta, è la dura legge della natura, "mors tua vita mea" scrivevano nel medioevo, e ora la sconfitta è servita su un piatto dorato! Gabriele Pellegrini nelle sue ricerche sul corpo, ci porta nella dimensione della morte, l'amante non vittima ma cacciatrice, seguace di pulsazioni erotiche della carne umana. Una volta colta la sua vittima, la muta ma il corpo sopravvive, sopravvive uno scheletro, sopravvive un cranio, il luogo dell'incessante memoria.

Raffaella Rossi