“Apparire non è essere“ è una frase stoica - che comporta delle avvertenze in fase di lettura non indifferenti. L'Apparire - come il Ti Amo - è una funzione diretta che si lega al concetto di lettura del dettato dei valori che portano un uomo a decifrare le apparizioni come tali - separandole dal profondo significato cui, appunto le apparenze parton da se stesse per qualificarsi: ne abbiamo tanti esempi tutti i giorni, e rimane ancora sempre il parametro di giudizio soggettivo a comportare - per noi - quel che appare da quello che è reale. Infine: esistono percezioni approfondite - al giudizio espresso in questo Tuo manifesto - e percezioni a braccio (improvvisate dal sentimento di reazione indotto a impulso dai regoli dello statuto della nostra etica comportamentale e del nostro bagaglio culturale, nonché dallo stilema dei nostri percorsi affettivi).
Apparire indubbiamente può non “essere“ - per quanto l'essere ha comunque in sé - come ogni cosa - necessità di apparire per essere riconosciuto tale. Mi è sempre più difficile - oggigiorno - contestare quello che appare da quello che vale - i due parametri sono confusi dallo stesso caos che veicola i valori, sui media e di riflesso incondizionato sul rigore percepito degli individui stessi, come se fossero refusi - e impasta di gravità gramigna la cervige degli ottusi, in certi luoghi di lavoro, dove più che il raziocinio del cervello valgon i “grugni“ duri e i “musi“ da spiritelli indegni di far parte del genere, detto de l'humanae gentis. Infine, “Apparire non è essere“ non è solo un manifesto contro - ma è pure un dilemma esistenziale al quale ognuno, spesso, nella vita, per ragioni di compromesso e di sopravvvivenza... i conti li deve fare. Gli individui sono spesso “più cose insieme“ e non sempre - anzi raramente - si trovano preposti nei tempi e i luoghi che li vorrebbero preferiti, quindi, fortunatamente, “Apparire non è essere“ ha anche le sue accezioni positive - quando una persona appare indifferente, mentre poi - le azioni o le circostanze confermano che non lo è (e ciò succede quando agire diventa necessario e incontrovertibile). Probabilmente sarò andato fuor dal seminato delle ragioni profonde a sostanza del tuo manifesto, che avrà “un esploso“ afferente a un accadimento specifico (magari di ordine politico e dettato dalle ragioni compotamentali di convenienza di qualcuno) ma il commento a questo pretesto mi soleva voler ragionare su un concetto che - questo come altri, vuoi per il piacer di ragionare, mi intrigava analizzare. Buona giornata
Giovanna Alfeo02/29/2008 10:44 PM
L'apparire è spesso una grande "Difesa"
Francesco Dau02/29/2008 10:46 PM
da chi dobbiamo difenderci ? io penso che dobbiamo difenderci da noi stessi!
Infine: esistono percezioni approfondite - al giudizio espresso in questo Tuo manifesto - e percezioni a braccio (improvvisate dal sentimento di reazione indotto a impulso dai regoli dello statuto della nostra etica comportamentale e del nostro bagaglio culturale, nonché dallo stilema dei nostri percorsi affettivi).
Apparire indubbiamente può non “essere“ - per quanto l'essere ha comunque in sé - come ogni cosa - necessità di apparire per essere riconosciuto tale. Mi è sempre più difficile - oggigiorno - contestare quello che appare da quello che vale - i due parametri sono confusi dallo stesso caos che veicola i valori, sui media e di riflesso incondizionato sul rigore percepito degli individui stessi, come se fossero refusi - e impasta di gravità gramigna la cervige degli ottusi, in certi luoghi di lavoro, dove più che il raziocinio del cervello valgon i “grugni“ duri e i “musi“ da spiritelli indegni di far parte del genere, detto de l'humanae gentis. Infine, “Apparire non è essere“ non è solo un manifesto contro - ma è pure un dilemma esistenziale al quale ognuno, spesso, nella vita, per ragioni di compromesso e di sopravvvivenza... i conti li deve fare. Gli individui sono spesso “più cose insieme“ e non sempre - anzi raramente - si trovano preposti nei tempi e i luoghi che li vorrebbero preferiti, quindi, fortunatamente, “Apparire non è essere“ ha anche le sue accezioni positive - quando una persona appare indifferente, mentre poi - le azioni o le circostanze confermano che non lo è (e ciò succede quando agire diventa necessario e incontrovertibile).
Probabilmente sarò andato fuor dal seminato delle ragioni profonde a sostanza del tuo manifesto, che avrà “un esploso“ afferente a un accadimento specifico (magari di ordine politico e dettato dalle ragioni compotamentali di convenienza di qualcuno) ma il commento a questo pretesto mi soleva voler ragionare su un concetto che - questo come altri, vuoi per il piacer di ragionare, mi intrigava analizzare. Buona giornata