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a.punto

equilibriarte.org : Andrea Canzonetta : blog

malcostume, mezzo gaudio

l'"indignato speciale" del tg 5, andrea pamparana, la settimana scorsa denunciava l’usanza, piuttosto diffusa a roma aggiungo io, di parcheggiare l'auto davanti a quelle rampe, che nella maggior parte dei marciapiedi dovrebbero facilitare il passaggio dei disabili; e non solo aggiungo io.
come capita sempre in questi casi ne sottolineava, pieno di riprovazione, l’enorme fastidio causato a chi è costretto a muoversi in carrozzella ma anche, aggiungo io, alle mamme coi passeggini e a quelli che decidono di mettere a rischio la propria vita decidendo di muoversi in bicicletta su strade sempre meno ciclabili; agli anziani, continuo io, che non sempre hanno forza ed agilità per divincolarsi dai parcheggi salva spazio, quelli a piè di poule per intenderci, inventati credo per impedire ai vigili di leggere il numero di targa; ed a quanti, concludo io, tentano di rientrare a casa con la spesa, non dico quella settimanale dell’ipermercato; quella normale, per un paio di giorni; la classica busta con le birre, la pasta, il latte e qualcosa da sgranocchiare.
per fortuna, non posso sapere come la prendano anziani e diversamente abili, ma per le altre due categorie rappresento un campione piuttosto rappresentativo, ancor più se incazzato, e confesso che più di una volta, strisciando come la pubblicità delle calze per donna, nel sospiro lasciato dai maghi dell’accosto, mi è venuta una voglia pericolosa di farmi sfuggire la chiavona [quella del portone] di casa lungo quelle portiere così insistenti o di mollare le suddette birre contro gli specchietti retrovisori.
poi per fortuna mi sono ricordato di essere un volontario di emergency, di credere ancora in un mondo migliore e che, ma questo è un dettaglio, gli atti vandalici sono ancora un reato, almeno finché figli, nipoti e affini di Berlusconi restano dei bravi ragazzi.
così però la frustrazione resta forte e persistente, come il senso sconsolato che quel mondo migliore dovrei andarmelo a cerca in altre latitudini. nel frattempo combatto per difendere la roccaforte del mio senso civico dalla voglia di accodarsi al “chi me lo fa ffa’?!” sempre più conveniente.
per questo quando al ritorno in studio, il giornalista del tg5 chiosava sul servizio, dicendo gravido di umiltà che “sono gesti di inciviltà di cui tutti dovremmo sentirci un responsabili”, mi è tornata inaspettata la voglia di andar a prendere di nuovo le chiavi di casa e lasciarmele sfuggire sul serio, stavolta lungo la sua di macchina, meglio se fosse stato un suv. perché, no! non mi ci sento neanche un po' colpevole. e non mi ci voglio sentire. no! perché ogni volta giro minuti per trovare un parcheggio "legale", senza rampe, strisce pedonali, incroci o marciapiedi; soprattutto quando torno a casa la sera tardi. no, perché mi faccio poi centinaia di metri a piedi per arrivare al mio portone. perché pago sempre tutti i minuti sulle strisce blu. perché mi è appena arrivata una multa da 84 euro, sì 84 euro! per aver parcheggiato il motorino sul marciapiede. uno scooter che è rimasto lì per quasi un anno. e la pagherò senza fiatare se non per dire che vorrei che i vigili passassero tutti i giorni a contestare contravvenzioni così; in modo da togliere agli automobilisti la voglia di sistemarsi sui parcheggi riservati ai motocicli e agli scooteristi quella di invadere i marciapiedi; così che i pedoni possano finalmente tornare ad occupare il loro posto naturale, senza giocarsi l’incolumità lungo il bordo delle strade e senza insultare più i ciclisti.
non mi voglio sentire tirato dentro, perché come diceva qualcuno “mal comune, epidemia!”. se si diluisce la vergogna e il dolo, se si divide l’ignoranza, allora nessuno si sente responsabile. “se tutti sbagliamo, nessuno sbaglia!”. un po’ il principio che induce a votare certa gente. “rubano tutti almeno lui tutela i miei interessi”. e potrei continuare con “se tutto è arte, niente è arte!” e così via. quello che voglio dire è che a me non frega niente se qualcun altro parcheggerà davanti al cassonetto, io no! magari faccio altri sette giri dell’isolato e mi allontano di 500 metri, se è il caso, ma finché me lo posso permettere cerco di restare pulito.
se proprio vado di corsa almeno accendo le 4 frecce, queste sconosciute, ecco a cosa servono!
ho già tanto da fare con le mie frustrazioni da elettore assente, comunista mancato e pacifista deriso, che anche il ruolo del parcheggiatore miope non riecco a gestirlo.
quello li lascio agli altri. a chi non paga i biglietti sul tram, a chi tira sul prezzo con gli ambulanti, a chi non pesano le verdura al supermercato, si butta sul clacson appena scatta il verde, tirano i mozziconi ad un metro dai cestini; a quelli che dicono “sono gesti di inciviltà di cui tutti dovremmo sentirci un responsabili”.

insomma, a chi è più furbo di me.

a.

un casale da dentro

il branco. ecco cosa mi manca. certo non sarebbe l’unica istanza che presenterei davanti ad aladino o babbo natale, ma sarebbe un bel regalo sotto l’albero. per l’aumento di stipendio, una grande stanza al pigneto posso anche aspettare la befana, ma il branco.

ci ho pensato l’altro giorno sul 19, leggendo la descrizione dei minuti che precedono ogni concerto dei subsonica. i rituali, la complicità, la rassicurante routine del caos inevitabile in un mondo del genere. a sentirla raccontare viene da rifugiarsi in una comune.
anche a parlare con certi amici a dire il vero. paolo, marta, cristina.
e mentre sei lì ad arricciare orecchiette e bere primitivo, sembra quasi possibile. un casale in puglia, l’orto, gli animali per la carne ed il latte, i pranzi interminabili dei giorni di festa. magari ci si mette pure a vendere prodotti biologici ed organizzare eventi. poi ci pensi sul serio e ti rendi conto che sarebbe un gran casino. troppe rinunce: il cinema, le mostre, i concerti. sarebbe una processione continua verso la città alla ricerca del movimento. e se una sera ti viene voglia di pizza, dove lo trovi uno che te la porti in campagna, certo puoi fartela da te, sarebbe eccezionale, ma prima devi aspettare due ore che lieviti l’impasto!
in effetti i subsonica mica vivono così. per questo la confidenza che raccontavano mi affascina tanto. è un l’atro tipo di comunione la loro. quella del viaggio, delle feste, dei successi. quella si che gliela invidio.

forse.

e forse ho sbagliato a rinunciare al loro concerto. dopo l’operazione non me la sentivo di buttarmi nel pogo del parterre, e neanche di mettermi a ballare la lambada sulle poltroncine del primo anello. così ho preferito rinunciare. credo di soffrire di una sorta di daltonismo decisionale. non riesco ad apprezzare il valore delle sfumature. ogni volta le mie scelte devono portare conseguenze radicali. per questo se la luce della stanza non mi riflette il giusto calore penso a traslocare. “se pensi a quello che comporta, fai prima a ridipingere tutto!”, suggerisce giuseppe. e magari ha ragione lui. ma le rivoluzioni se non fanno rumore mica se ne accorge nessuno. noi per primi. ed indeciso come sono non riuscirei neanche a scegliere il colore.
per cominciare comunque, ho montato le tende alla finestra. diciamo attaccate. è più biadesivo che altro. c’ho messo due turni al mercatino di emergency per decidermi e già prima di metterle su non convincevano. ho pure attaccato le foto nella cornice rossa. un capolavoro di autocelebrazione.
ma ora l’antenna dove la sistemo? era perfetta per risolvere uno di quei problemi con i quali riesco a compromettermi intere stagioni: dove mettere le sciarpe e i cappelli che continuo ad accumulare. quando ho visto quel groviglio arrugginito vicino ad un cassonetto ho pensato che una volta ripulito sarebbe stato perfetto per tenere i ordine i miei accessori. per una volta un colpo da genio. da artista. ora però non c’è un posto dove attaccarla. come al solito mi manca lo spazio.

forse.

o forse è che la mia stanza è davvero troppo piccola. pensare che domenica con lory ci stavamo caricando in macchina un altro mobile: abbiamo accostato la macchina ad uno dei soliti cassonetti, che dai tempi del materasso frequento più dell’ikea, aperto il portabagagli, abbassato i sedili e allargata la coperta. aveva piovuto e non volevamo che la macchina si sporcasse!
poi quando stavamo per caricarci quella che era una specie di cassettiera d’ufficio anni ’40, ci siamo resi conto che grondava di tarme, pesava come se fosse ci fossimo saliti sopra anche noi e, soprattutto, era praticamente inutilizzabile con tutti quei ripiani senza ragione. quindi abbiamo, ripiegato la coperta, rialzato i sedili, richiuso il portabagagli e riportato i bachi mangia legno accanto al cassonetto, tra gli sguardi indignati di chi era arrivato allora e vedeva questi due cafoni abbandonare la loro roba per strada.
l’idea sarebbe stata quella di posizionarlo sotto la finestra e metterci le scarpe. preferisco da sempre i complementi che si appoggiano per terra. le mensole e gli scaffali mi danno ansia. il pensiero di dover bucare un muro mi precipita nel panico di una scelta che considero irreversibile. un buco non ha rimedi. certo può coprirlo con dello stucco [david dice che preferisce il gesso], soprattutto se è un semplice chiodo; ma la cicatrice di un trapano rimane ben visibile e soprattutto quel senso di aver provocato un indebolimento della struttura. il cemento, i mattoni hanno ben altra resistenza rispetto a ciò che puoi usare per rimpiazzarli. a volte, giuro, mi fermo a pensare quante violenze può sopportare un muro prima di compromettersi. e mi immagino pareti come pietra pomice che implodono sotto il peso di libri e cd. quindi poca roba a sporgersi dai quattro lati della mia camera. meglio un comodino o una cassettiera. la forza di gravita non puoi fregarla per troppo tempo.

forse.

forse la considerazione paura alimenta la mia fobia per il volo. per quello da dublino mi sono dovuto sballare con 20 gocce di lexotan. ma credo che di più abbia potuto il senso di sollievo dell’aver abbandonato per sempre bloody mary e la casa degli orrori di castlerock. e comunque non è stato come viaggiare in treno. è inevitabile. sento la poltrona sfuggirmi da sotto. non la controllo. così scruto le facce dei miei colleghi prima di affidarmi a caronte. cerco espressioni rassicuranti e gente con la faccia fortunata. ho bisogno di qualcuno illuminato dalla sorte per contrastare il cono d’ombra della mia. soprattutto quando l’aereo è quello che mi riporta a casa. il viaggio di ritorno insomma. che ne so io, ho l’impressione che sarebbe davvero stupido precipitare lungo la rotta del rientro. è un viaggio che non vale la pena. ti riporta al punto di partenza. se devo cadere mentre sto arrivando nel luogo da cui sono partito, tanto valeva non muoversi affatto.
un po’ come scrivere a caso rimbalzando senza traiettoria. serve a poco.

forse.

a.

NATALE DI SOLIDARIETÀ

I mercatini di Natale di Emergency offrono una doppia opportunità a chi è alle prese con i regali: scegliere tra un’ampia gamma di oggetti belli e originali e contribuire a sostenere le attività del Centro medico chirurgico e del Centro di maternità di Anabah, in Afganistan.

A Milano il mercatino si terrà dal 7 al 23 dicembre in via Bagutta 12: il lunedì dalle 16.30 alle 19.30 e dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30. Oggetti di design, delizie gastronomiche, vini per intenditori, tessuti per la casa, candele artigianali, tappeti realizzati dalle donne che partecipano al laboratorio Emergency in Afganistan, spezie dal Kurdistan, cesti del Sudan, sete dalla Cambogia, abbigliamento, prodotti cosmetici, giochi in legno e libri per i più piccoli ed ancora "la stanza del decoupage" e l’angolo degli oggetti creati da "Cucire per Emergency", un gruppo di volontarie dell’associazione che propongono oggettistica e accessori moda.

A Roma, il mercatino si terrà dall'8 al 23 dicembre a piazza Mastai 9: dalla domenica al giovedì dalle 11.00 alle 20.00, il venerdì e il sabato fino alle 23.00.
Saranno disponibili dai nostri tappeti afghani ai tappeti del centro-asia,dai tessuti nomadi ai tessuti, abiti e quadri africani,le borse, porta biglietti, bussole e sciarpine cambogiani,dalle bigiotterie di varia provenienza orientale a quelle prodotte da amici italiani,dai piccoli oggetti di pelletteria alle ceramiche dalla toscana e della sicilia,le borsette fatte con i copertoni riciclati delle auto,la vastissima gamma di prodotti alimentari dolci e salati -ricordatevi i cesti che si possono ordinare acestidinatale.roma@emergency.it !da tovaglie, cuscini, copricuscini agli oggetti da casa - e qui c'èmolto di vostro donato...decorazioni natalizie e grembiuli con il logo di emergency,piccoli elettrodomestici della braun e non solo (anche le piastreasciugacapelli, per dire),palloni da gioco "diritti in gioco" e giocattoli di legno,area benessere di incensi, candele, portaincensi, saponi...
Oltre ad esser luogo per acquisti solidali e regali, il mercatino di Roma sarà anche occasione di incontri, dibattiti e spettacoli, con un calendario ricco di appuntamenti. Ogni venerdi sera e ogni sabato pomeriggio, infatti, sul palco si alterneranno attori, cantanti e giornalisti per parlare di Emergency, dei suoi progetti e dei paesi in cui lavora.
Per i più piccoli domenica 16 verrà allestito uno spazio speciale, a cura dei volontari dell'associazione, dedicato alla lettura di fiabe, giochi e animazione.

PROGRAMMA DI ROMA

SABATO 8 alle 18
INAUGURAZIONE
Assaggi e degustazione di prodotti dei nostri sostenitori

VENERDI' 14 Ore 20
‘Stupido Risiko – Una geografia di guerra’
Un ironico racconto teatrale per riflettere su alcuni aspetti dellaGuerra, di e con Mario Spallino

SABATO 15 Ore 18
Afganistan 2007: un milione di storie (non) bastano?
Il rientro di Emergency, la guerra e l’informazione.

DOMENICA 16 Dalle ore 11
'Costruiamo la luce'
Spettacoli ed animazione per bambini.

VENERDI' 21 Ore 20
‘Okùnchiràn - Emergency in Cambogia’
Viaggio attraverso uno dei paesi con la più alta densità di mine antiuomo. Reportage di Claudio Rubino ed Emanuele Scaringi

SABATO 22 Ore 18
‘Adotta un disegno/Adopt a drawing’
Artisti di fama internazionale interpretano i disegni e le storie dei piccoli pazienti in Afganistan, Cambogia, Iraq, Sierra Leone e Sudan.
Presentazione a cura di Vauro Senesi.

INFO: tel. 06 688151 - roma@emergency.it

diritto al cuore

diritto al cuore - www.emergency.it/dirittoalcuore/

Nel marzo 2006, Emergency ha dato avvio alla campagna “Diritto al cuore” per costruire un ospedale di cardiochirurgia in Sudan, un centro di eccellenza per garantire cure altamente specializzate e gratuite ai malati del Sudan e dei nove paesi confinanti.

Il 19 aprile 2007 lo staff di Emergency ha operato la sua prima paziente: Sunia, una ragazza di 14 anni che non avrebbe avuto altra possibilità di essere operata gratuitamente da uno staff altamente specializzato.

Emergency ha voluto il Centro «Salam» per condividere anche con i malati africani i progressi della scienza medica: non solo assistenza sanitaria per i bisogni di base, ma anche cure altamente specializzate per affermare e praticare il diritto a essere curati per tutti gli esseri umani.
Se in Europa si può guarire – ci diciamo – anche in Africa si deve guarire. E così è stato per le oltre 200 persone operate finora dallo staff di Emergency.

Oggi, perché il Centro «Salam» possa continuare a crescere, Emergency riprende la campagna “Diritto al cuore”: dall’1 al 31 ottobre sarà possibile inviare un SMS al numero 48587 del valore di 1 euro per tutti gli utenti Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia oppure effettuare allo stesso numero una chiamata da rete fissa Telecom Italia del valore di 2 euro.

Le donazioni a sostegno del Centro Salam possono essere eseguite tramite:

sms al 48587
Con l’invio di un sms solidale del valore di 1 euro al numero 48587
dal tuo telefonino personale, se sei cliente di TIM, VODAFONE, WIND, 3 ITALIA, e dai telefoni di rete fissa TELECOM ITALIA abilitati o con una chiamata del valore di 2 euro al numero 48587 da rete fissa TELECOM ITALIA.

numero verde CartaSi 800-667788

Per donazioni con carte di credito CartaSi, Visa e MasterCard chiama il numero verde CartaSi 800-667788.

carta di credito on-line (su Server Sicuro) www.emergency.it/donazioni/donazioni.php

Domiciliazione bancaria (addebito automatico) www.emergency.it/menu.ph [...] SA=021&P=177&ln=It

conto corrente bancario
Con c/c bancario intestato a EMERGENCY n° 73620,36 - ABI 01030 - CAB 01600 - CIN D - IBAN IT 76 D 01030 01600 000007362036 - presso Monte dei Paschi di Siena

conto corrente postale

Con c/c postale intestato a EMERGENCY n° 28426203


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