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Maria Cecilia Camozzi

Art & Photography Lab

equilibriarte.org : Maria Cecilia Camozzi : blog : 2008 : July

Light, skin & personality

Prova da museo... della mia foto in bianco e nero.
Non starebbe neanche tanto male... così in tricromia. :-)

Belli di giorno, luminosi di notte

Pensieri di casa

Non posso più scrivere né vivere
se quest’anno la neve che si scioglie
non mi avrà testimone impaziente
di sentire nell’aria prime viole.

Come se fossi morto mi ricordo
la nostra primavera, la sua luce
esultante che dura tutto un giorno,
la meraviglia di un giorno che passa.

Forse a noi ultimi figli dell’età
impressionista non è dato altro
che copiare dal vero, mentre sgoccia
la neve su dei passeri aggruppati.

Attilio Bertolucci

Saluterò di nuovo il sole

Saluterò di nuovo il sole
E quella corrente che in me fluiva
e le nubi come i miei lunghi pensieri
e la crescita dolorosa dei pioppi
nel giardino
che vivevano con me aride stagioni
e gli stormi dei corvi
che la notte mi portavano in dono
il profumo dei campi notturni
e mia madre, vissuta in uno specchio,
immagine della mia vecchiaia
e la terra
che il desiderio di ripetermi
riempiva il suo ventre caldo
di verdi semi,
saluterò di nuovo

Vengo, vengo
con la continuità degli odori sotterranei
nei capelli
con le dense esperienze dell’oscurità
negli occhi
con i cespugli di bosco
colti oltre il muro

Vengo, vengo
e la soglia si riempie d’amore
e io, sulla soglia
saluterò di nuovo coloro che amano
e la ragazza
che ancora sta là,
sulla soglia ricolma d’amore

Forugh Farrokhzad

(Esperando... - foto di José Paulo Gomes jpgomes.blogspot.com/)

Il padrone è in carcere e Lola si ammala di depressione

La storiella potrebbe essere un tantino da libro Cuore e invece è una storia semplice quanto vera, commovente (almeno per me) quanto edificante. Lei si chiama Lola ed è una boxer di 11 anni, quindi già molto anziana per lo standard di vita media di questa razza. Lui invece è un giovane di 41 anni di cui non importa il nome, mentre importa dove abita. Dietro le sbarre, in una cella del carcere di Livorno, esattamente l'istituto le Sughere.

Leggo la notizia sul quotidianoIl Tirreno che la riporta con dovizia di particolari. Da quando l'uomo è stato obbligato a trasferirsi da casa sua, nella nuova "abitazione", Lola ha cominciato a diventare sempre più triste, cosa che noi veterinari vediamo di frequente, senza per questo volere antropomorfizzare troppo gli animali, quando un cane o un gatto si ritrovano soli perché una persona anziana è finita in ospedale o, peggio ancora, è defunta.

La depressione non è un fenomeno esclusivo dell'uomo, come qualcuno crede, ma può colpire anche i cani e meno frequentemente i gatti, visto che anche loro hanno un cervello, una loro psicologia e neuroni che dialogano attraverso neurotrasmettitori, quali serotonina, dopamina, acetilcolina eccetera.

Il giovane detenuto aveva un grande affetto per Lola e ha pregato la madre di farla visitare attentamente dal veterinario, il quale ha capito che non c'era nessuna malattia organica a renderla così prostrata, ma solo un vero e proprio caso di depressione da distacco di affetto.

"Stringimi Lola, accarezzamela, dille che mi aspetti, che non l'ho abbandonata" scriveva regolarmente alla fine delle lettere inviate alla madre. Per Lola c'era sempre un pensiero. Presa, ancora una volta carta e penna, l'uomo ha scritto alla direttrice del carcere, chiedendo di poter incontrare il proprio cane.

La direttrice, evidentemente dotata di notevole sensibilità, ha subito risposto positivamente all'originale richiesta e, qualche giorno dopo, Lola ha varcato la soglia del penitenziario e si è fatta accompagnare docilmente dalle guardie carcerarie nel cortile del carcere, dove era previsto avvenisse l'incontro. Mentre annusava l'ambiente nuovo, Lola ha sentito la voce del suo padrone che la chiamava. La guardia ha lasciato il guinzaglio e i due si sono trovati a correre per il cortile, fino a quando Lola ha tentato di saltargli in braccio. Lui si è buttato a terra e lei lo ha sommerso di leccate e di guaiti gioiosi, poi ha divorato quello che lui le aveva portato dalla mensa.

Ed ecco le lacrime che solcano il volto di un uomo che ha sbagliato nella vita e forse saranno proprio questi incontri con il suo cane a rendergli l'equilibrio mentale perso in un attimo di rabbia. Dicono che alcuni vecchi detenuti per reati gravi avessero gli occhi rossi, quando l'incontro è finito. Anche una guardia, avvezza a tutto, aveva gli occhi umidi. Di certo la direttrice ha dimostrato che anche in carcere si può piangere di gioia.

Oscar Grazioli

Le ultime parole famose...

FA LO SCIOPERO DELLA FAME, MA ACCANTO GLI CUCINANO CANEDERLI

BOLZANO - E' come il supplizio di Tantalo uno sciopero della fame intrapreso dal presidente del consiglio regionale del Trentino Alto Adige Franz Pahl che protesta contro una rana in croce esposta al Museion di Bolzano: accanto a lui è stata infatti organizzata una distribuzione pubblica di canederli.

Pahl - esponente dell'ala dura, cattolica e tradizionalista della Svp - protesta contro un'opera de tedesco Martin Kippenberger: una rana crocifissa, al centro di molte polemiche. Per Pahl l'opera è inopportuna per molte ragioni, non ultimo - ha detto - il fatto che nei prossimi giorni è in arriva il Papa per una vacanza in Alto Adige. A rendere davvero difficile l'iniziativa dell'esponente politico ci hanno pensato una coppia di cabarettisti locali che davanti a Pahl confezionano i tipici gnocchi tirolesi di pane e speck e li distribuiscono ai passanti "in nome della libertà dell'arte".

ANSA

MAI PIÙ ANIMALI SFRUTTATI IN NOME DELL'ARTE

MAI PIÙ ANIMALI SFRUTTATI IN NOME DELL'ARTE

Ci sono giunti aggiornamenti in merito alla vicenda di Guillermo Vargas, lo "peudoartista" del Costa Rica che aveva messo in mostra un cane randagio e denutrito, legato in un angolo di una galleria d'arte in Nicaragua, senza cibo e senza acqua e l'aveva lasciato morire di stenti.

L'OIPA per prima, era intervenuta direttamente al momento del fatto, lanciando un appello internazionale, per protestare verso coloro che avevano permesso la morte del cane Nativity all'interno del museo, in quanto non esistendo adeguate leggi per la protezione degli animali, nessuna sanzione fu emessa contro l'autore di questo atto di crudeltà.
Oltre 3 milioni di persone da tutto il mondo durante questi mesi hanno espresso la propria indignazione verso quella che non può essere certo considerata un'opera d'arte.
La vicenda ebbe inizio quando Vargas pagò dei bambini affinché catturassero un cane randagio per poi utilizzarlo come "opera d'arte", che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori era stato vietato di portare cibo ed acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: "Eres lo que lees" (Sei quello che leggi).
Secondo Vargas lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi.
In un'intervista rilasciata a la 'Nación', Vargas dichiarò: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada".
Il cane, secondo quanto aveva riferito Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di 'La Prensa' in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto.
L'artista in seguito fu scelto per rappresentare il suo Paese nella "Biennale Centroamericana 2008" che si terrà in Honduras nel Novembre 2008.

Le Associazioni protezioniste in Honduras stanno tenendo sotto controlla la situazione, monitorando da vicino la preparazione della Biennale che si terrà a novembre e assicurano che non ci saranno ulteriori casi di cani chiusi in musei.

L'OIPA ha ricevuto conferma da contatti locali che gli organizzatori della Biennale hanno acconsentito di bandire l'artista dalla galleria. Inoltre gli organizzatori hanno dichiarato che includeranno nuove regole per i partecipanti alla Biennale: sarà vietato maltrattare gli animali, e questa è la nostra più grande vittoria. La notizia dell'esclusione di Vargas dalla Biennale ci è stata inoltre confermata da Hollywood Office of The HSUS nella persona del Senior Director.

Ancora una volta, grazie alla partecipazione di un piccolo esercito di persone da ogni parte del mondo, siamo riusciti a fare la differenza: con l'introduzione di nuove norme, non sarà mai più possibile abusare di un animale in nome dell'arte. L'OIPA plaude la decisione della Biennale per la decisione di introdurre nuove regole per impedire che simili eventi spiacevoli possano ripetersi.

Il nostro auspicio ora è che la Biennale 2008 sarà un momento per mostrare l'arte e il bello. I nostri migliori auguri vanno agli artisti che saranno presenti e che hanno appoggiato pienamente la causa animalista e le nostre richieste.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director

Guardiana

Il sole che cala.
I prati in fiamme.
Il giorno perso,
la luce persa.
Perché amo quel che svanisce?

Tu che te ne sei andata ,
che te ne andavi,
che stanze di tenebra abiti?
Guardiana della mia morte,
preserva la mia assenza.
Sono vivo.

Mark Strand


foto di Maria Cecilia Camozzi

Settembre

Gli orli hanno la luce di settembre
come una bella mela le nuvole oggi
sono innocenti, senza rumore
anche le macchine passano
nel silenzio della tua testa
sei qui, come una cosa sottratta
in questa calma di non appartenere
la nuvola sottratta alla terra
il salto allo slancio, l’orma al suo piede
il corpo a ciò che precede.

Pierluigi Cappello


Assetto di volo
Aryballos 57
Crocetti Editore 2006


A strange rainbow - foto di Venkat Yarabati

Oltre il tempo, oltre un angolo

What sorrow
beside your sadness
and what beauty


W.C. Williams



Troppe cose hanno accolto le tue palpebre
l'attenzione ti ha consumato le ciglia.
troppe vie t'hanno ripetuta,
stretta, inseguita.

La città da secoli ti divora
ma travede per te, sogno e sfacelo
di luci e piogge, lacrime senili
sulla ragazza che passa
febbrile, indomabile, oltre il tempo, oltre un angolo.

Ritorna! Gridano i vecchi di Santa Maria del Pianto,
la frotta della Piscina di Siloè
con i randagi, gl'ibridi, gli spettri
che non si sanno e tu sai
radicati con te
nel glutine blu dell'asfalto
e credono al tuo fiore che avvampa, bianco -

poiché tutti viviamo di stelle spente.


Cristina Campo

("La cattedrale vegetale" di Giuliano Mauri, 2001
foto Aldo Fedele © Arte Sella)

Gambe...



La portanza della cultura

A room with a view...



Siamo fatti della stessa sostanza delle stelle

La truffa dei banditi della tavola

Un imprenditore siciliano "riciclava" scarti di produzione
Tornavano sugli scaffali sotto forma di altri prodotti caseari

La truffa dei banditi della tavola
rivendevano formaggio avariato
di PAOLO BERIZZI

CREMONA - Nel formaggio avariato e putrefatto c'era di tutto. Vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro. Muffe, inchiostro. Era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece i banditi della tavola la riciclavano. La lavoravano come prodotto "buono", di prima qualità.

Quegli scarti, nella filiera della contraffazione, (ri) diventavano fette per toast, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola. Materia "genuina" - nelle celle frigorifere c'erano fettine datate 1980! - ripulita, mischiata e pronta per le nostre tavole. Venduta in Italia e in Europa. In alcuni casi, rivenduta a quelle stesse aziende - multinazionali, marchi importanti, grosse centrali del latte - che anziché smaltire regolarmente i prodotti ormai immangiabili li piazzavano, - senza spendere un centesimo ma guadagnandoci - a quattro imprese con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen (Germania).

Tutte riconducibili a un imprenditore siciliano. Era lui il punto di riferimento di marchi come: Galbani, Granarolo, Cademartori, Brescialat, Medeghini, Igor, Centrale del Latte di Firenze. E ancora: Frescolat, Euroformaggi, Mauri, Prealpi, e altre multinazionali europee, in particolare austriache, tedesche e inglesi. E' quello che si legge nell'ordinanza del pm cremonese Francesco Messina. Un giro da decine di milioni di euro. Una bomba ecologica per la salute dei consumatori.

Le indagini - ancora aperte - iniziano due anni fa. A novembre del 2006 gli uomini della Guardia di Finanza di Cremona fermano un tir a Castelleone: dal cassone esce un odore nauseabondo. C'è del formaggio semilavorato, in evidente stato di putrefazione. Il carico è partito dalla Tradel di Casalbuttano ed è diretto alla Megal di Vicolungo (Novara). Le due aziende sono di Domenico Russo, 46 anni, originario di Partinico e residente a Oleggio. E' lui l'uomo chiave attorno al quale ruota l'inchiesta. E' lui il dominus di una triangolazione che comprende, oltre a Tradel e Megal, un terzo stabilimento con sede a Massazza, Biella, e una filiale tedesca. Tradel raccoglie, sconfeziona e inizia la lavorazione. Megal miscela e confeziona. A Casalbuttano i finanzieri trovano roba che a vederla fa venire i conati. Prodotti caseari coperti da muffe, scaduti, decomposti e, peggio ancora, con tracce di escrementi di roditori. Ci sono residui - visibili a occhio nudo - degli involucri degli imballi macinati. Dunque plastica. Persino schegge di ferro fuoriuscite dai macchinari. La vera specialità della azienda è il "recupero" di mozzarelle ritirate dal mercato e stoccate per settimane sulle ribalte delle ditte fornitrici, di croste di gorgonzola, di sottilette composte con burro adulterato, di formaggi provenienti da black out elettrici di un anno prima. "Una cosa disgustosa - racconta Mauro Santonastaso, comandante delle fiamme gialle di Cremona -. Ancor più disgustoso - aggiunge il capitano Agostino Brigante - , è il sistema commerciale che abbiamo scoperto".

Non possono ancora immaginare, gli investigatori, che quello stabilimento dove si miscela prodotto avariato con altro prodotto pronto è lo snodo di una vera e propria filiera europea del riciclaggio. Mettono sotto controllo i telefoni. Scoprono che i pirati della contraffazione sono "coperti" dal servizio di prevenzione veterinaria dell'Asl di Cremona (omessa vigilanza, ispezioni preannunciate; denunciati e sospesi il direttore, Riccardo Crotti, e due tecnici).

Dalle intercettazioni emerge la totale assenza di scrupoli da parte degli indagati: "La merce che stiamo lavorando, come tu sai, è totalmente scaduta... ", dice Luciano Bosio, il responsabile dello stabilimento della Tradel, al suo capo (Domenico Russo). Che gli risponde: "Saranno cazzi suoi... " (delle aziende fornitrici, in questo caso Brescialat e Centrale del Latte di Firenze, ndr). Il formaggio comprato e messo in lavorazione è definito - senza mezzi termini - "merda". Ma non importa, "... perché se la merce ha dei difetti. .. io poi aggiusto, pulisco, metto a posto... questo rimane un discorso fra me e te... " (Russo a un imprenditore campano, si tratta la vendita di sottilette "scadute un anno e mezzo prima"). Nell'ordinanza (decine le persone indagate e denunciate: rappresentanti legali, responsabili degli stabilimenti, impiegati, altre se ne aggiungeranno presto) compaiono i nomi delle aziende per le quali il pm Francesco Messina configura "precise responsabilità".

Perché, "a vario titolo e al fine di trarre un ingiusto profitto patrimoniale, hanno concorso nella adulterazione e nella contraffazione di sostanze alimentari lattiero-casearie rendendole pericolose per la salute pubblica". Il marchio maggiormente coinvolto - spiegano gli investigatori - è Galbani, controllato dal gruppo Lactalis Italia che controlla anche Big srl. "Sono loro i principali fornitori della Tradel. Anche clienti", si legge nell'ordinanza. Per i magistrati il sistema di riciclaggio della merce si basa proprio sui legami commerciali tra le aziende fornitrici e la Tradel. Con consistenti vantaggi reciproci. Un business enorme: 11 mila tonnellate di merce lavorata in due anni. Finita sugli scaffali dei discount e dei negozi di tutta Europa. Tremila le tonnellate vendute in nero. E gli operai e gli impiegati? Erano consapevoli. Lo hanno messo a verbale. Domanda a un'amministrativa: "Ha mai riferito a qualcuno che la merce era scaduta o con i vermi?". Risposta: "No, tutti lo sapevano".

(4 luglio 2008)
www.repubblica.it



NB.
Si trattava di merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece i banditi della tavola la riciclavano. La lavoravano come prodotto "buono", di prima qualità.

Non è bastato scatenare l'encefalite spongiforme nei bovini grazie ad un'alimentazione sbagliata?
Il fatto di "destinare ad uso zootecnico" trasforma cibo avariato in qualcosa di buono e legale perché dato agli animali? Il rispetto per le normative nei confronti degli animali dove sono finite? Difficile anche pensare che gli animali "nutriti" in tal modo non possano essere in buona salute.
Meno male che sono vegana!

Milano al centro di un traffico di falsi d'autore

Milano al centro di un traffico di falsi d'autore:
sette arresti negli Usa, venti indagati in Italia


MILANO (5 luglio) - Un traffico di opere d'arte grafica, dipinti e sculture contraffatti di maestri moderni e contemporanei, esemplari venduti in tutto il mondo, soprattutto sul sito internet eBay, è al centro di un'inchiesta avviata lo scorso autunno dalla Dda milanese in collaborazione con l' Fbi e la polizia spagnola. Fino ad ora sono sette le persone arrestate, tutte negli Stati Uniti.

Sette arresti negli Stati Uniti. Sul fronte statunitense sono sette le persone arrestate fino ad ora: si tratta di quattro cittadini statunitensi e tre europei, due dei quali italiani, accusati a vario titolo di truffa e frode postale. Il dipartimento di giustizia dell'Illinois ha scoperto un complesso sistema di frodi realizzato dalla banda di falsari, in particolare tramite eBay, ai danni di circa 80 mila persone. Il gruppo, grazie ai complici inseriti nel mondo dell'arte, era riuscito a smerciare opere contraffatte per 5 milioni di dollari (circa 3,1 milioni di euro) negli Stati Uniti, Canada, Australia, Europa e Giappone. L'altro troncone riguarda due persone, una delle quali è un mercante d'arte di New York. In caso di condanna, gli imputati rischiano una pena massima di 20 anni di carcere e una multa fino a 250 mila dollari.

La parte italiana dell'inchiesta. Sul fronte italiano, invece, le indagini, coordinate dal pm Rossana Penna e condotte dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico e culturale di Monza, hanno portato finora al sequestro di numerose opere false tra Lombardia, Lazio, Toscana e Alto Adige. Gli indagati sono una ventina, 15 dei quali accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico transnazionale di opere d'arte e di altri reati. Tra gli indagati, per il pm ha depositato la richiesta di arresto al tribunale del Riesame, anche il pittore milanese Renato Volpini.

I promotori delle truffe, secondo gli inquirenti, sono Elio Bonfiglioli e Oswald Aulestia Bach, originario di Barcellona, entrambi già al centro di indagini in Usa (in Italia sono già stati incriminati) e in Spagna. I due, che sono stati rinviati a giudizio insieme a altre quattro persone, avrebbero commissionato le opere d'arte a pittori e stampatori, in particolare di Milano e Firenze.

Le opere, grazie a galleristi e mercanti d'arte compiacenti, venivano esportate a San Paolo del Brasile, San Francisco, Chigago, Miami, Barcellona, Monaco e in altre città. I falsi Mirò, Picasso, Botero, Chagall, Fontana, Manzoni e così via venivano venduti ad appassionati o collezionisti ignari di aver acquistato a caro prezzo, un falso.

La falsa firma di Mirò. Lo scorso 3 novembre, come hanno documentato gli investigatori, Elio Bonfiglioli, uno dei personaggi principali coinvolti nella vicenda, dopo essere uscito dall'abitazione del pittore Renato Volpini con sottobraccio un rotolo di carta, si incontrò in una via semicentrale di Milano con Oswald Aulestia Bach. Bonfiglioli, in mezzo alla strada e seminascosto solo dalle auto posteggiate «srotolava il rotolo che aveva con sé», mentre Aulestia «con in mano un lapis, apponeva una firma in calce sui diversi fogli» che componevano lo stesso rotolo, appoggiandosi sul vetro della macchina usata da Bonfiglioli per presentarsi all'appuntamento. Bonfiglioli aveva poi riposto il rotolo nella propria autovettura dopo aver consegnato, però, qualche foglio ad Aulestia. In base a quanto appurato le opere d'arte grafiche contraffatte, così come la firma falsa apposta, erano del grande pittore catalano Joan Mirò.

Le tecniche di restauro. Eccole, le curiose pratiche di restauro dei falsi: quando le opere contraffatte perdevano il colore bisognava laccarle, quando invece erano raggrinzite si poteva ricorre a qualche colpo di ferro da stiro e, se erano macchiate, bastava spruzzare un po' di Viava. Per invecchiare le etichette con il numero progressivo della tiratura bastava invece un po' di thè E'quento emerso dalle intercettazioni telefoniche della Procura milanese.

Le cornici di Ikea. Per le cornici si passava all'Ikea dove, tra i tanti modelli, era facile trovare qualche spunto da copiare. Elio Bonfiglioli, uno dei principali indagati, il 5 novembre dell'anno scorso, parlando al telefono, spiega alla sua interlocutrice che era stato fermato alla dogana dell'aeroporto JFK di New York: «Mi hanno aperto la valigia, hanno preso le grafiche per domandarmi che sono che non sono...'che son poster' gli faccio in regalo...». Il 20 marzo di quest'anno Oswald Aulestia Bach, un altro indagato, conversando con Bonfiglioli gli spiega: «Ieri sono andato...questo pomeriggio...all'Ikea... (parola incomprensibile) quando sono ritornato da lui... passato per l'Ikea per vedere le cornici etc, etc...martedì mi metto al lavoro per farli questi pezzi».

www.ilmessaggero.it

Vento

Il vento porta con sé pensieri
li trascina nell'aria secca
li rivolta tra le foglie del giardino,
tra le pagine del libro aperto
innanzi a me
nel verde del tuo nome.

Maria Cecilia Camozzi




(and like the sky - foto di m∆tt c∆plin)

Nebbia

La nebbia arriva

su zampine di gatto.

S'accuccia e guarda

la città e il porto

sulle silenziose anche

e poi se ne va via.


C. Sandburg


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