Tuesday July 15, 2008
rogettare e realizzare la statua di San Giuseppe è stata per me una grande emozione, poiché si è presentata l’occasione di poter esprimere i miei sentimenti verso questo umile falegname, che pure diviene orgoglioso di essere padre; un padre che gioisce al tocco della piccola mano sul suo volto, la carezza del figlio Gesù, che esprime affetto,sentimento puro e amore profondo.
Quest’opera è nata grazie alla segnalazione al parroco Don Nello, DiBenedetto e al comitato parrocchiale,che cura e organizza il centenario della chiesa di San Giuseppe a Mazzarrone,( voluta fortemente da Don Luigi Sturzo), della Pianista Antonella Mazza, che ringrazio di cuore.
Grande è stata la fatica, l’impegno, specie all’inizio davanti a un grande blocco di pietra bianca “Limeston della Turkia” delle dimenzioni cm.55x55x190, e un peso di 1500Kg.
Però, come diceva il grande Michelangelo “la statua è dentro il blocco”,bisogna togliere il superfluo per far venir fuori ciò che hai pensato di realizzare; e cosi è stato! pian piano con scalpelli e mazzuolo ho iniziato, e non vi nascondo le emozioni che provavo man mano che toglievo materiale, ne ho tolto quasi 500 Kg, lavorando giornalmente e osservandola con attenzione in ogni sua parte, per dare il meglio di me stesso, per imprimere ai due volti l’espressione di amore e d’affetto, di tenerezza e protezione, e coinvolgere nei suddetti sentimenti e nelle mie emozioni, ogni osservatore.
Questo risultato credo di averlo ottenuto fin dal primo momento e mi veniva confermato dalle varie visite che ricevevo durante la lavorazione .
Al completamento dell’opera, l’ultima sera in cui la scultura risiedeva nella mia casa, prima del trasporto a Mazzarrone per essere collocata nella facciata della chiesa, ho invitato tanti amici, conoscenti , artisti locali e di altri paesi, ed ho avuto la conferma che la scultura trasmetteva, quel sentimento di tenerezza da parte di Gesù, e di orgoglio da parte di San Giuseppe, e l’insieme si presentava gradevole ed equilibrato; ho voluto creare un contrasto all’intera scultura, rifinendo, levigando i volti, le mani e lasciando martellata la parte del panneggio in modo da evidenziare la volumetria e i chiaroscuri.
Commovente è stata la partenza e la collocazione in loco, seguita dalla felicità di aver realizzato un’opera che sarà fruibile a tutti per sempre.
Santo paolo Gruccione
A parte l’evidente bellezza della scultura, la magnicenza, direi, oltre ai sentimenti sopra descritti,
a me, il bambino faceva intendere la consapevolezza della sua divinità: oltre l’affetto in quella carezza del bimbo, ci vedo comprensione e un gesto di rassicurante lungimiranza.
Una scultura inoltre, che pareva brillasse di luce propria.
Non ricordo se c’era la luna l’altra sera….non ricordo proprio…. Ma qualcosa brillava a casa Guccione.
G.C. Un’ospite della serata
July 15, 2008 09:56 AM
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Monday July 14, 2008
Il percorso artistico di Guccione si svolge attraverso sentieri dell’anima che lo portano ad esplorare le sue esperienze in una luce ogni volta diversa a volte amplificata dai messaggi che le sue sculture trasmettono ma sempre comunicativa,espressiva e trascinante. Anche in questi ultimi lavori l’artista propone la sua visione dell’arte ancorata alle sue convinzioni e proposta in tutta la sua potenza comunicativa che fa divenire il linguaggio ancestrale della scultura attuale,moderno,coinvolgente.
La sua religiosità si apre in questi ultimi lavori ad una riflessione profonda che scava nelle sue profondità mistiche per realizzare nella sua mente la concretizzazione del suo pensiero che prende forma nella plasticità delle sue figure. I soggetti vivono e respirano le sue fatiche che si incidono in ogni angolo della materia per restare come cicatrici della sofferenza artistica che e’ la sua passione,la sua forte applicazione ,il suo ardente desiderio di immortalare il sogno o semplicemente la sua raffinata,elegante capacità di plasmare le figure. Scuola certamente ma soprattutto talento che si scioglie dalle sue mani nella plasticità delle sue creazioni che muovono e quasi abbandonano al vento le pieghe del materiale che si volatilizza in angolature leggere,ieratiche e maestose. La stessa figura di S.Giuseppe appare in tutta la sua ieraticità fiera, alta, imponente ma nello stesso tempo vicina ,accattivante ,sicura. Proiezione metafisica che ferma lo sguardo e lo fa risalire in ogni piega della sua tonaca come una forma di ascesi intima,religiosamente profonda che fa riflettere e pensare. La stessa espressione del soggetto mite, rassicurante diventa l’attimo ,il punto più alto della riflessione che addolcisce la severità del soggetto nella delicatezza della mano del Bambino che si posa sulla barba in un atteggiamento cosi dolce che tutta l’opera ne viene coinvolta e trasforma l’austerità del soggetto in una melodica raffinata concretizzazione del messaggio. Il tempo si ferma, la fede o la distaccata ma rispettosa riflessione , trovano spazio nel cuore e il grande valore della religiosità non bigotta emerge in tutta la sua espressività. Alcuni particolari esaltano la composizione nel suo insieme e fermano lo sguardo che si perde nella imponenza delicata dell’opera per riconquistare la pienezza della forte comunicatività .Creazione bellissima in cui l’artista ricerca il suo intimo ,profondo essere per ripercorrere il sentiero della sua esperienza religiosa forse, o per tentare un percorso ancestrale fatto di faragule , credenze, e flash della memoria di emozioni vissuti nei racconti accanto al focolare domestico quando la fantasia si perdeva nelle parole dei vecchi che facevano la storia con gli episodi della religiosita’ domestica.
E lo stesso candore della creazione e’ quello dell’anima che rimane legata a ricordi che forse non muoiono mai ma metabolizzati dalla propria esperienza di vita diventano pero’ valori, punti di riferimento. Il mondo questo di Guccione che disvela nella sua sincerità espressiva tutto il suo animo e tutta la sua passione artistica. Un artista che continua il suo viaggio incurante delle mode e delle modernita’ essendo lui stesso modernita’ nella misura in cui sa raccontare in modo nuovo le eterne certezze della nostra esistenza.
Lamezia terme 12 Luglio 2008 Romeo Aracri
July 14, 2008 09:20 PM
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