Storia opere movimenti
Thursday November 22, 2007
Giuseppe Penone
(Garessio, Cuneo, 1947)
Giuseppe Penone nasce a Garessio in provincia di Cuneo nel 1947, è uno dei grandi protagonisti dell'Arte Povera. Vive ed opera a Torino, risiedendo periodicamente a Parigi dove insegna all'École des Beaux-Arts. La sua ricerca si svolge sul rapporto tra natura vegetale , spazio ambiente, corpo umano, e tempo, opere che tendono a rappresentare i processi di crescita naturali, come: "Lavorare sugli alberi" (1968), in cui l'artista affianca la crescita dell'albero e del corpo umano, creando un rapporto diretto tra la sua mano e un albero. "Rovesciare i propri occhi", (1970) in cui segnala i rapporti fra il corpo e l'esterno, presentandosi con lenti a contatto a specchio, che permettevano di leggere dal di fuori, nei suoi occhi, lo spazio esterno, mentre le stesse lenti impedivano a lui di vedere. Giuseppe Penone ha esordito giovanissimo nell’ambito dell’Arte povera. Da allora, il riconoscimento al suo lavoro ha varcato le porte dei più prestigiosi musei del mondo tra cui il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, la Tate Gallery di Londra, la Kunstalle di Basilea, il Kunstmuseum di Lucerna , il Museum Folkwang di Essen, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la National Galery di Ottawa, il Musée d’Art Moderne de la Ville.
Nella foto : Rovesciare gli occhi, 1970
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - November 22, 2007 01:20 AM [edited: November 22, 2007 01:39 AM]
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Wednesday November 7, 2007
Fabrizio Clerici
(Milano 1913, Roma 1993)
Laureato in architettura, l'artista si interessa in particolare dei monumenti romani e della pittura e architettura rinascimentale e barocca, con periodi di figurazione fantastico surreale e riferimenti alla Metafisica e al Surrealismo (in particolare Savinio). Alla fine degli anni trenta risalgono i suoi primi disegni fantastici, personaggi non ritratti dal vero ma ricostruiti a memoria. La sua pittura attinge spunti dall' archeologia, dalla mitologia, e dai testi esoterici, una pittura visionaria, coltissima nei riferimenti artistici e letterari, ricca di influenze e suggestioni metafisiche e surrealiste. Nel corso della sua carriera l'artista svolge anche un'intensa attività di scenografo e di incisore, scenografie teatrali, tra cui quelle dell'"Orpheus" di Strawinsky, realizzata per l' XI Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia. Clerici divaga spesso sui temi mitologici indirizzando la sua ottica verso una ricostruzione onirica di immagini. Nel Settembre del 1948, a Venezia, stringe amicizia con Salvador Dalí. L'artista ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali per la sua opera, dal MOMA al Guggenheim di New York, dal Centre Pompidou di Parigi al Puskin di Mosca, e ai musei Vaticani, ha tenuto mostre personali a Milano, Roma, New York, Parigi, Firenze, San Francisco, Venezia, Berlino, Hannover, Ferrara, Amsterdam, Stoccarda, Mosca, Tokyo e in molte altre citta'. E' morto a Roma nel 1993.
Libertad para Fina Garcia Aramburu Firma la petizione
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - November 7, 2007 12:36 AM [edited: November 7, 2007 12:38 AM]
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Monday November 5, 2007
Mark Kostabi
(Los Angeles 1960)
Mark Kostabi nasce, da una famiglia di immigranti estoni, in California. Trascorre gli anni della sua formazione a Whitter . Studia disegno e pittura alla California State University.Trasferitosi a New York nel 1982, riscuote immediato successo, divenendo ben presto uno degli artisti più popolari della città, uno degli artisti più importanti, una figura leader, all'interno del movimento artistico dell'East Village. Fino al 1984 dipinge i quadri da sé, poi inizia ad avvalersi di numerosi collaboratori. Nel 1988 fonda il "Kostabi World", studio, galleria d'arte ed ufficio insieme in uno stesso complesso che impiega assistenti pittori e giovani creativi.Uno studio di dimensioni industriali, o meglio, come preferisce dire lui, neo-rinascimentale che impiega circa trenta assistenti pagati 10$ all'ora (nel 1990). Dallo studio escono circa 1000 quadri all'anno. Kostabi è uno degli artisti più controversi, lo dimostra il fatto che egli non dipinge tutti i lavori che portano la sua firma. Generalmente i quadri vengono progettati da lui, o da uno dei suoi creativi, eseguiti dai suoi assistenti e approvati da una commissione per poi alla fine essere firmati.
I suoi dipinti, popolati da umanoidi senza volto, omini privi di connotati fisionomici che si configurano come metafora della condizione umana nella società contemporanea. la Kostabi World non si occupa solo di pittura, ma disegna anche beni di largo consumo: Swatch, copertine di dischi , poster,shopper per grandi magazzini, t-shirt,copertine per libri, puzzle, ecc..
Libertad para Fina Garcia Aramburu Firma la petizione
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - November 5, 2007 11:47 PM [edited: November 6, 2007 01:19 PM]
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Sunday November 4, 2007
Marino Marini
(Pistoia,1901-Viareggio,1980)
Fra il 1919 e il 1926 frequenta l'Accademia di Firenze , dove studia pittura sotto la guida di G.Chini e più tardi scultura con D. Trentacoste. Nel 1929 si trasferirsce a Milano, che considera la città più europea d'Italia, nello stesso anno succede ad Arturo Martini nell'insegnamento della scultura presso la Scuola d'Arte di Villa Reale a Monza, che manterrà fino al 1940. Esordisce con una serie di opere di pittura e grafica , caratterizzata da una figurazione essenziale legata alla tradizione figurativa di fine ottocento. Nei primi anni'30 visita per la seconda volta Parigi, dove incontra i massimi artisti dell'epoca: Picasso, De Chirico, Kandinskij. Dopo il 1929 si dedica quasi esclusivamente alla scultura. Riprende a dipingere con rinnovato vigore verso la fine degli anni Cinquanta, sviluppando ulteriormente le linee della sua ricerca plastica. I temi archetipici del cavallo e del cavaliere e i nudi femminili sono risolti, anche nella pittura, attraverso una tensione dinamica delle forme, fra l'attenzione per l'antico, soprattutto per la scultura etrusca, e il linguaggio moderno, con riferimento alla sintassi cubista. La sua opera comincia ad ottenere i primi riconoscimenti importanti con la partecipazione alla Quadriennale di Roma; alla II Quadriennale nel 1935 vince il primo premio per la scultura. Nel 1948 partecipa alla XXIV Biennale di Venezia con una sala personale e, nell’occasione, stringe profonda amicizia con Henry Moore. Nel 1952 ottiene il Gran Premio Internazionale di Scultura alla Biennale di Venezia. Nel giugno del 1979 dal Centro di Documentazione dell'Opera di Marino Marini,nelle sale del Palazzo Comunale di Pistoia viene raccolta tutta l'opera dell'artista, che raccoglie oltre i disegni e le incisioni, la grande scultura Miracolo ed altre opere di formato minore, una biblioteca specializzata, una fototeca ed una videoteca che documentano la vita e le opere. Marino muore a Viareggio (LU) il 6 agosto 1980.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - November 4, 2007 11:21 PM [edited: November 4, 2007 11:25 PM]
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Thursday October 18, 2007
Giuseppe Capogrossi
(Roma, 1900 - 1972)
Laureato in legge , comincia a dipingere nel 1921. Compie il suoi primo apprendistato artistico nello studio di Felice Carena. Espone per la prima volta nel 1927 in una sala dell'Hotel Dinesen d Roma, con Cavalli, Di Cocco, . Nello stesso anno si reca a Parigi , dove soggiorna a più riprese fino al 1933. Dopo un esordio con opere figurative che contribuiscono a definire la tendenza tonale della giovane pittura romana, nel 1933 con Cavalli Cagli ed Sclavi, espone alla galerie Jacques Bonjean di Parigi, presentato dal critico W. George, che per l'occasione conia il fortunato termine "Ecole de Rome". Nel 1949 dipinge il suo primo quadro astratto. Da qui in poi affida il suo lessico pittorico ad un unico segno, una sorta di tridente o forchetta che riproduce in svariate combinazioni, intitolando tutte le sue opere "Superfice" e numerandole progressivamente.Nel 1964 Capogrossi dichiarerà di essere semplicemente in una fase più avanti del figurativo, in cui le forme naturali non sono più imitate ma assimilate.
Negli anni del dopoguerra le sue ricerche sul segno lo affermeranno come uno dei maggiori esponenti dell’Informale in campo internazionale. L'artista nel corso della sua carriera ha partecipato a centinaia di mostre sia in Italia che all'estero, è stato invitato alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia negli anni 1934, 1936, 1948, 1950, 1952, 1954, 1962, 1964 e 1968, è presente alla Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma negli anni 1935, 1939, 1943, 1955 e 1957.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - October 18, 2007 11:21 PM [edited: October 18, 2007 11:24 PM]
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Thursday October 11, 2007
Michele Cascella
(Ortona, 1892 - Milano , 1989)
Michele Cascella, famoso paesaggista crepuscolare italiano, nasce ad Ortona, in provincia di Chieti, il 7 settembre 1892 . Il suo primo maestro è il padre Basilio che credendo successivamente nel valore delle opere di Michele, gli organizza mostre in Italia e all'estero. A soli 15 anni allestì la prima personale a Milano. Passò la sua giovinezza a Pescara, ma presto cominciò a girare il mondo. Nel 1909 tenne la sua prima mostra all'estero, a Parigi. Ne seguirono tante altre: a Bruxelles nel 1928, a Londra nel 1929, in Sudafrica nel 1937, a Buenos Aires e a Los Angeles nel 1948. Alle Biennali di Venezia partecipò ininterrottamente dal 1928 al 1942. Fissò la sua residenza a Milano a partire dal dopoguerra. E' considerato un paesaggista crepuscolare, ama le vecchie case diroccate, i conventi, i prati fioriti, gli angoli di pace che evocano memorie, predilige soprattutto il paesaggio e la natura morta, specialmente le composizioni di carattere floreale. le opere di Cascella non hanno bisogno di letture lunghe e particolareggiate, si danno immediatamente per quello che sono, concentrando la loro ricchezza comunicativa, il loro “effetto” in pochi attimi. Le sue opere sono conservate in numerosi musei di tutto il mondo ed in prestigiose collezioni private. I suoi dipinti sono inoltre conservati presso la “Galleria Nazionale d’Arte Moderna” di Roma, la “Galleria Civica d’Arte Moderna” di Torino e nel Museo di Pescara dedicato agli artisti componenti la famiglia Cascella. Muore a Milano il 29 agosto 1989.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - October 11, 2007 11:23 PM [edited: October 11, 2007 11:24 PM]
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Wednesday September 26, 2007
Giuseppe Santomaso
(Venezia,1907-1990)
Nato a Venezia nel 1907, Santomaso si afferma nel secondo dopoguerra come uno dei maitres-à-penser del Fronte Nuovo delle Arti (1946). Ben presto, però, abbandonate le tematiche sociali, e comincia a dipingere astratte tensioni e figurazioni emotive. Nel 1952 partecipa all'esperienza del Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova), detto anche degli astratto-concreti, secondo la definizione di Lionello Venturi. Nel 1954 vince il Premio Internazionale di Pittura alla Biennale di Venezia. Dopo la metà degli anni Cinquanta, si affranca completamente dal contenuto e dalla forma. La sua pittura, però, non risponde alle connotazioni drammatiche di quasi tutto l'informale, ma si sviluppa attorno ad una struttura sempre costituita, in quella ricerca di armonia ed equilibrio che caratterizza tutto il suo lavoro. Nel corso degli anni Sessanta Santomaso si libera dei pur sottili legami dell'informale per maturare una immagine fatta di emotività, di suggestioni spaziali, di vibrazioni luminose la cui sublimazione si ritrova in opere come Omaggio al Crocifisso di Cimabue e Lettere a Palladio. Tra le tante importanti rassegne collettive che ha partecipato c'è da ricordare la XIX Biennale di Venezia 1934, Quarant'anni della Biennale di Venezia 1935, XX Biennale di Venezia 1936, IV Quadriennale di Roma 1943, XXIV Biennale di Venezia 1948, XXV Biennale di Venezia 1950, I Biennale dell'Arte Moderna, San Paolo del Brasile 1951, XXVI Biennale di Venezia 1952, II Biennale, San Paolo del Brasile 1953, Università di Trieste 1953, XXVII Biennale di Venezia (I° Premio Internazionale per la pittura: 1954), Carnegie Institute, Pittsburg 1955, VII Quadriennale di Roma 1955, Documenta, Kassel 1955, XXVIII Biennale di Venezia 1955, Biennale della Grafica, Tokyo 1967, Biennale della Grafica, Ljubljana 1971.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 26, 2007 12:15 AM
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Tuesday September 25, 2007
Giuseppe Migneco
(Messina 1908 – Milano 1997)
Giuseppe Migneco è nato il 9 febbraio 1908 a Messina dove ha conseguito la maturità classica prima di trasferirsi nel 1931 a Milano per frequentare la facoltà di Medicina. Ma l'attività di illustratore per il Corriere dei piccoli e nel '34 l'incontro con Beniamino Joppolo che lo introdusse nella cerchia degli artisti di Corrente, lo convinsero presto ad abbandonare gli studi per dedicarsi alla pittura. Ed è nell'ambito di Corrente, accanto a Birolli, Sassu, De Grada e Treccani, che matura negli anni '40 e '50 la sua opera. La prima mostra di Corrente si tenne alla Permanente di Milano nel marzo 1939, riuniva i membri effettivi del gruppo oltre ai cosiddetti “compagni di strada”. Nel 1940 Migneco inaugura la sua prima mostra personale a Genova alla Galleria Genova di Cairola. Nel 1941 propone una personale alla Bottega di Corrente. Nel 1942 è alla Galleria la Spiga. Nello stesso anno partecipa al Premio Bergamo con il quadro “Cacciatori di Lucertole”.
I soggetti dei suoi quadri sono sempre imbevuti di contenuti autobiografici, nella sua pittura prevale l'interesse sociale e umano, adottando modi ora espressionisti, ora realistici, nei quali il colore crea sempre contrasti violenti e inquietanti, emblematici della drammaticità dell'esistenza. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1952 e nel 1958 e ha tenuto mostre in tutto il mondo Goteborg, Boston, Parigi, Stoccarda, New York, Amsterdam, Amburgo, Zurigo.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 25, 2007 11:39 PM
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Monday September 24, 2007
Riccardo Licata
(Torino, 1929)
Riccardo Licata è nato a Torino il 20 dicembre 1929. Dopo una breve parentesi parigina, la sua famiglia si trasferisce a Roma, dove rimane fino al 1945. Dal 1946 Licata vive a Venezia. Ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Venezia negli anni compresi tra il 1947 e il 1955.Partecipa con un grande mosaico alla Biennale di Venezia del 1952 e, l’anno successivo, alla Triennale di Milano. Nel 1957 ottiene una borsa di studio dal Governo francese per sperimentare l’incisione a colori e le nuove tecniche, a Parigi in collaborazione con Friedlaender, Hayter e Goetz. Nello stesso anno è chiamato come assistente di Gino Severini all’Ecole d’Art Italienne de Paris.Nel 1963 vince il premio Michetti. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1964, 1970 e 1972, alla Quadriennale di Roma, alle Biennali di Parigi, San Paolo e Alessandria d'Egitto. Riccardo Licata, che divide la sua esistenza tra Venezia e Parigi, si occupa con eguale passione di grafica, incisione, mosaico. Nel corso degli anni si è anche occupato di scenografia teatrale e costume. Per Licata il ritmo è fondamentale ed è proprio il ritmo che crea, oltre al legame con la musica, filo conduttore ed elemento inscindibile dalla sua arte, anche un profondo legame con la poesia. Le sue opere sono presenti nei musei d'arte moderna di Belluno, Chicago, Firenze, Milano, Mulhouse, New York, Parigi, Reggio Emilia,Stoccarda,Varsavia,Venezia,Vienna.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 24, 2007 11:50 PM [edited: September 25, 2007 01:00 AM]
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Sunday September 23, 2007
Virgilio Guidi
(Roma 1891 Venezia 1984)
La pittura di Guidi si forma originariamente sotto la guida di G.A. Sartorio all'Accademia di Belle Arti di Roma e subisce poi un certo influsso di Spadini, per maturare infine in piena autonomia a partire dalle riflessioni sull'opera di Piero della Francesca e di Giotto. L’artista inizia a esporre nel 1915 invitato alla Mostra della Secessione romana; da allora, si susseguono le partecipazioni alle più importanti manifestazioni artistiche - Biennali di Roma e Venezia, Quadriennali di Roma, Sindacali del Lazio ecc.; in breve Guidi si afferma come un indiscusso protagonista della vita artistica italiana.. Madre che si leva (1921), esposto alla Biennale di Venezia del '22, nel solenne richiamo a Piero della Francesca - da poco esaltato da Roberto Longhi - costituisce già un sicuro punto di riferimento per il purismo in via di elaborazione di Donghi e Trombadori. La volontà di spiazzare l'immagine in senso metafisico appare evidente in opere come Il dirigibile (1922), ma soprattutto In tram (1923, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), quest'ultimo acquistato nel 1924 alla Biennale di Venezia, capolavoro "metafisico" degli anni Venti e punto di riferimento per il purismo prima e poi per le nuove generazioni romane (da Di Cocco a Mazzacurati ai tonalisti). Alla fine degli anni Venti, chiamato a succedere a Ettore Tito alla cattedra di pittura all'Accademia di Venezia, abbandona Roma .Particolarmente significative la partecipazione alla mostra "Dieci artisti del Novecento italiano", allestita da Margherita Sarfatti all'esposizione degli Amatori e Cultori del 1927( espone Il pittore all’aria aperta) e la sala personale alla II Quadriennale romana del '35.In quest’ultima occasione formula in uno scritto alcune importanti considerazioni sulla pittura. Luce, forma e colore sono - e resteranno - un trinomio inscindibile, i soli strumenti idonei a esprimere un'idea della pittura che è sostanzialmente necessità di una nitida misura mentale. Anche quando, a partire dagli anni Cinquanta, il riferimento alla figurazione si farà sempre meno esplicito, la continuità con la produzione precedente verrà mantenuta nella tensione metafisica dello spazio-luce, ulteriormente sublimata dalla fondamentale esperienza veneziana (Figure nello spazio, Lagune).
Estratto dal sito "Archivio della scuola Romana"
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 23, 2007 12:08 AM
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Saturday September 22, 2007
Giulio Turcato
(Mantova, 1912 - Roma, 1955)
Giulio Turcato nasce a Mantova nel 1912. I suoi studi artistici e la sua formazione avviene a Venezia, dove segue la Scuola d’Arte, il Liceo Artistico e la Scuola Libera del Nudo. Nel 1926 inizia a dipingere i primi paesaggi e nature morte e nel 1932 espone in una mostra collettiva. A partire dal 1937 si trasferisce a Milano. Nel 1939 tiene la sua prima mostra personale, poi nel 1940 partecipa ad una collettiva alla galleria Grande. Nel 1942/43 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia e si trasferisce a Roma dove nel giugno ’43 partecipa alla Quadriennale d’Arte, con Natura morta, a Roma entra subito nel vivo delle polemiche artistiche: legando la sua attività artistica all'impegno sociale e politico,operando a favore di un ampliamento a livello internazionale della cultura italiana e soprattutto per affermare la libertà individuale al di fuori di ogni retorica e di ogni condizionamento. Nel ’47 partecipa alla redazione del manifesto del formalismo “Forma 1” con Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli e Sanfilippo. Giulio Turcato è stato un protagonista indiscusso della rivoluzione astrattista in Italia nel periodo postbellico. Nella sua carriera l' artista sarà invitato a molte biennali di Venezia oltre quella del '42 seguiranno quelle del 1946, nel 1948,come aderente al Fronte Nuovo delle Arti, nel 1950 con il Gruppo degli 8, nel 1952,1954,1956,1958, nel 1966 dove espone le prime Gommepiume/Superfici Lunari, 1968, 1972,1984, e ancora la Biennale di Venezia del 1993, ospitato nella sezione intitolata “Opera Italiana”. Gli ultimi anni segnano un grande interesse critico verso la sua opera ; I suoi quadri nel tempo si sono arricchiti di inserti polimaterici e spesso hanno presentano straordinari effetti fluorescenti, determinati da intensi giochi di luce. Molto apprezzate sono anche le sue tele monocrome e quelle a vaste sezioni di colore che sanno suggerire vaghe evocazioni figurali, cosi gli "Arcipelaghi" che si alternano con i "Paesaggi lunari" e gli "Itinerari in gommapiuma" che fanno da contraltare alla serie dei "Cangianti" dove il colore diventa protagonista di un'ipotetica partitura musicale, tutta questa serie di opere, sono andate ad aricchire importanti collezioni d’arte moderna pubbliche e private europee ed americane
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 22, 2007 11:44 PM [edited: September 22, 2007 11:45 PM]
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Thursday September 20, 2007
Mino Maccari
(Siena1898- Roma 1989)
Disegnatore satirico, pittore, giornalista, editore. Il padre è professore di lettere. Maccari si laurea in giurisprudenza. Partecipa come ufficiale di complemento alla prima guerra mondiale. Nel 1922 prende parte alla Marcia su Roma. Nel 1924 inizia a collaborare come grafico al settimanale "Il Selvaggio", pubblicando le sue prime lineografie caricaturali. Nel 1924 viene chiamato da Angiolo Bencini a curare la stampa de "Il Selvaggio", dove vi appaiono le sue prime incisioni; nel 1926 abbandona la professione legale e ne assume la direzione fino al 1942. Nel 1925 la redazione del "Selvaggio" si trasferisce a Firenze e tra i suoi collaboratori annovera Ardengo Soffici, Ottone Rosai e Achille Lega. Nel 1927 Maccari partecipa alla II Esposizione Internazionale dell'Incisione Moderna e alla III Esposizione del Sindacato Toscano Arti del Disegno. L'anno dopo è presente alla XVI Biennale di Venezia. Nel 1929 "Il Selvaggio" si trasferisce a Siena e Maccari espone delle puntesecche alla II Mostra del Novecento Italiano a Milano. Agli inizi degli anni Trenta è capo redattore della "Stampa" di Torino, accanto al direttore Malaparte. Nel 1931 partecipa alla I° Quadriennale di Roma (dove sarà ancora nel 1951 e nel 1955). Nel 1932 "Il Selvaggio" si trasferisce a Roma. Nel 1938 viene invitato alla XXI Biennale di Venezia con una sala personale, collabora ad "Omnibus" di Longanesi e tiene una mostra personale all'Arcobaleno di Venezia. Nel 1943 espone ad una personale a Palazzo Massimo in Roma e alla Mostra Dux al Cinquale di Montignoso (MS). Nel 1948 è di nuovo alla Biennale di Venezia dove gli viene assegnato il premio internazionale per l'incisione (vi sarà anche nel 1950, 1952, 1960, 1962). Alla fine degli anni Quaranta inizia la sua collaborazione alla rivista liberale "Il Mondo", diretta da Pannunzio, conclusasi nel 1963. Nel 1955 è alla Biennale di San Paolo (Brasile). Nel 1962 gli viene affidata la presidenza dell'Accademia dei Lincei. Quindi nel 1963 tiene una mostra personale a New York alla Gallery 63 e nel 1967 partecipa alla "Mostra d'Arte Moderna in Italia 1915-1935", tenuta a Firenze a Palazzo Strozzi. Seguono una serie di mostre personali ed esposizioni internazionali di grafica, tra cui quella del 1977 a Siena, dove gli viene dedicata una personale a Palazzo Pubblico. Muore nel 1989 a Roma.
Estratto da Italica.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 20, 2007 11:07 PM
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Friday September 7, 2007
Renato Guttuso
(Bagheria, (PA) 1911- Roma, 1987)
Renato Guttuso Nasce a Bagheria, in Sicilia, il 26 Dicembre 1911 (ma sua madre lo denuncia all'anagrafe il 2 Gennaio del 1912). Dai primi quadri Renato Guttuso, fondamentalmente verista e naturalista, insegue un'esecuzione prettamente figurativa ("Fuga dall'Etna" del 1937, e l'altrettanto celebre Vucciria, (nella foto) il mercato popolare di Palermo) temi ancorati al mondo contadino, rurale, popolare: temi sociali o soggetti dichiaratamente politici. Nei febbrili anni del dopoguerra, partecipa alla discussione ideologica fra pittori figurativi ed astratti. Dagli anni Cinquanta è l’esponente principale di una corrente "realista", politicamente impegnata a fianco del P.C.I., e spesso polemicamente in lotta con le tendenze "formaliste" di molta arte astratta. Guttuso è un pittore che nonostante viva in un lasso di tempo fitto di mutamenti, sociali e culturali, e nonostante li viva tutti da assoluto protagonista, non cambia il proprio stile figurativo. La sua umanità è dipinta sempre con un tortuoso plasticismo. Nella forma umana, nervosa e tesa, ma sempre riconoscibile, e che lui concentra nella tela, c'è già tutto il dolore del mondo. Ha insegnato pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma ed è stato Visiting Professor alla Hochschule fur Bildende Kunste di Amburgo. Tra gli artisti italiani più noti all'estero, Guttuso ha ottenuto numerose mostre prestigiose, fra cui una retrospettiva al Museo Puskin di Mosca ed all'Ermitage di Leningrado. Muore a Roma il 18 Gennaio 1987 lasciando alla sua città natale molte opere che sono raccolte nel museo di Villa Cattolica a Bagheria.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 7, 2007 10:41 PM [edited: September 9, 2007 03:46 PM]
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Thursday September 6, 2007
Carol Rama
(Torino, 1918)
Cominicia a dipingere Già da giovanissima. Il primo ciclo di opere, risalente all' seconda metà degli anni trenta fino ai primi anni quaranta, costituito da acquerelli su carta, risente dell'influenza ricevuta dall' opere della Secessione viennese, in particolare di Klimt e Schiele; l'attenzione qui è rivolta al corpo nudo in atteggiamenti ingenuamente impertinenti. Nella serie successiva, quella delle Parche, la matericità si fa più intensa, sono scelti colori forti come il rosso o il verde. Nel 1948 'artecipa all' Biennale di Venezia (dove sarà anche nel '50 e nel '56) e all' Quadriennale di Roma (per esserci nuovamente nel '51, nel '55 e nel '72). Negli anni cinquanta si lega al gruppo M.A.C., con cui collabora fino al 1958, data dello scioglimento del movimento. A partire dagli anni Sessanta le composizioni astratte risentono della corrente informale e della tecnica dell'assemblage. Il 1970 segna una nuova fase legata all' correnti della pop art e del neodada; a questa data risalgono le prime camere d'aria su tela. Negli anni ottanta la sua produzione si concentra sull'attività disegnativa. I soggetti scelti sono contorni di figure-sfingi disegnate su 'arte da architetto. Tutta la sua produzione è caratterizzata da una grande libertà scevra da moralismi, le correnti a cui si è avvicinata sono state a lei funzionali per presentare i suoi personaggi, e gli oggetti che li sostituiscono, liberi da qualsiasi regola. Nel 1993 la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale. Nel 1998 lo Stedeljck di Amsterdam gli dedica una grande retrospettiva.
Nel 2003 ha vinto il Leone d'oro della Biennale di Venezia.
Recensione tratta dal sito : Ca' la Ghironda - Museo d'Arte Classica, Moderna e Contemporanea
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - September 6, 2007 11:28 PM
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Friday August 31, 2007
Mattia Moreni
(Pavia, 1920 - Ravenna,1999)
Si forma all'Accademia Albertina di Torino. Moreni è considerato uno dei maggiori protagonisti dell’arte del secondo Novecento a livello mondiale. Dopo una formazione neocubista, (si forma nell'ambiente torinese del dopoguerra) tra il 1952 ed il 1954 fa parte del Gruppo degli Otto con Afro, Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova ed è tra i primi a percepire la novità delle tematiche informali. Nel 1956 con Francesco Arcangeli ,( insieme avevano fondato nel '53 la corrente artistica "Ultimo Naturalismo") partecipa alla Biennale di Venezia (vi espone senza interruzioni dal 1948 e vi esporrà ancora nel '60, '72 e alla mostra del Centenario nel '95) . Dal 1964 dipinge quasi esclusivamente sul tema dell'anguria, fino a diventare un simbolo iconografico del suo lavoro. Negli anni, la sua pittura, sviluppa un linguaggio che gradualmente giunge all'informale attraverso il recupero della carica gestuale dell'espressionismo astratto americano e dell' Action Painting. Fino ad arrivare agli anni ottanta dove l'artista con le sue opere tende a mettere a nudo le insidie della modernità difendendo i valori della natura , contro le minacce della civiltà computerizzata, si tratta di opere fortemente trasgressive e dichiaratamente provocatorie, una sorta di risposta alla contemporanea pittura "di basso profilo", una figurazione elementare e beffarda sul convincimento e sulla denuncia di una patente 'regressione' della specie umana.
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Thursday August 9, 2007
Joe Tilson
(Londra 1928)
E' uno degli esponenti della Pop Art inglese della seconda generazione. Da giovane lavora come carpentiere e falegname (attività che gli ha fatto padroneggiare ogni trattamento del legno, dei metalli, della carta). Il suo lavoro è basato sul recupero di immagini ambigue della grande città moderna, al recupero del senso delle immagini archetipe, della tradizione culturale, trasformandole rivitalizzandole, attraverso un linguaggio moderno comprensibile all'uomo contemporaneo, in forme simboliche , polimateriche in legno dipinto, strutturandole geometricamente in un ordine logico mentale e nello stesso tempo ludico; interessato ai giuochi linguistici , sia visivi che verbali nella comunicazione di massa , perché essi possono influenzare la nostra conoscenza. Esaltando l'effimero si può far cambiare l'atteggiamento che la gente ha per esso , rendendola più cosciente della temporaneità e mutabilità delle cose, nell'inevitabilità dei cambiamenti. Opere tutte di grande personalita', ricche di significati e caratterizzate da una splendida fattura “artigianale".
Ottiene il suo primo riconoscimento internazionale alla Biennale di Venezia del 1964.A quella sono seguite molte mostre internazionali a Rotterdam, Vancouver, Bristol, Milano. Nel 1985 viene nominato membro della Royal Academy of Arts di Londra. Vive e lavora a Londra, alternando e trascorrendo diversi mesi dell'anno nella casa di Cortona in Toscana.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - August 9, 2007 03:35 PM
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Tuesday August 7, 2007
Gina Pane
(Biarritz, 1939-Parigi, 1990)
Alla fine degli anni '60 dopo un'iniziale analisi dei mezzi espressivi, attraverso la pittura e scultura "Minimal", passa ad azioni sulla natura, sulle componenti ecologiche, politiche sociologiche, per poi passare verso il 1970 alle performance, diventando un'importante protagonista della body-art internazionale adoperando il suo corpo per ferirlo,trafiggerlo, oltrepassarlo, mettendolo sempre ad una dura prova, usandologli un tipo di violenza al limite del sadismo mentale, unendo, ciononostante, dolcezza e commozione verso il proprio corpo ferito, quasi rigenerato dal sangue, in una sorta di amore mistico, quasi un'autoflagellazione, intendendo essa, la ferita e il dolore come i suoi più diretti mezzi di comunicazione. Di queste sue performance rimangono delle fotografie come traccia simbolica delle sue azioni, una delle prime fù nel 1971 "Escalade" infierendo sul proprio corpo con piccoli tagli e frustandolo, suscitando nell'osservatore uno shock visivo ed emozioni di notevole intensità.
Le sue performance:
Feu ? L'artista trasporta il suo corpo, quasi anestetizzato, su una serie di fuochi provocati con liquidi infiammabili accesi su uno strato di sabbia .Più volte tenta di spegnere le fiamme con le mani, con le piante dei piedi nudi.
“Le Lait Chaud ? si solca il viso con una lametta
“Azione Sentimentale ? dopo aver infilato nel braccio sinistro le spine di una rosa, pratica un’incisione sul palmo della mano che simula la forma della rosa.
“Transfert ? Il corpo di Gina Pane è straziato da vetri scheggiati
“Psiché ? Il suo corpo è sfigurato
“Death Control ? Il viso dell'artista è attraversato dai vermi che tentano di smascherare il rimosso
“Laure ? Gina Pane si infila nell’avambraccio sinistro degli aghi da cucito con fili di diverso colore mentre nello stesso tempo una collaboratrice posta nel pubblico batte un testo di Laure.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - August 7, 2007 11:27 PM
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Saturday August 4, 2007
Paola Gandolfi
(Roma,19xx)
Paola Gandolfi è nata a Roma, dove attualmente vive e lavora. Alla fine degli anni Settanta si trasferisce a Bologna per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dopo le prime sperimentazioni che riguardavano le istallazioni , si dedica totalmente alla pittura e scultura. Nonostante nei primi anni la sua pittura abbia guardato al tardo manierismo e al barocco, rientrando a ragione, unica donna, nel gruppo storico degli Anacronisti, successivamente si è liberata da qualsiasi tipo di rimando o citazionismo, esprimendo un linguaggio del tutto unico e originale, lavorando soprattutto su tematiche psicologiche legate al mondo femminile, concentrando la sua pittura sul corpo e sulla presenza di elementi simbolici. Numerose e importanti sono le mostre personali e collettive a cui ha partecipato le sue opere sono state esposte sia in Italia che all'estero, da ricordare tra le personali, in primo luogo nel 1995, la partecipazione alla XLVI Biennale di Venezia, Padiglione Italia, sala personale, nel 1996 tiene una personale nella galleria Monique Knovviton di New York e tra le numerosissime esposizioni collettive si ricordano le partecipazioni alla XI e alla XII Quadriennale d’Arte di Roma, rispettivamente nel 1986 e nel 1996, nel 2005 è stata invitata alla seconda Biennale Internazionale di Pechino.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - August 4, 2007 12:00 AM [edited: August 4, 2007 11:14 PM]
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Tuesday July 31, 2007
Achille Perilli
(Roma, 1927)
Uno dei grandi protagonisti della pittura contemporanea, Achille Perilli ha esordito negli anni dell’immediato dopoguerra costituendo nel '47 , il gruppo "Forma1", di cui dirigeva il manifesto per un'arte "della forma pura" (firmato oltre che da Perilli, da Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Sanfilippo, Turcato), in forte polemica con il neorealismo che si andava diffondendo in quegli anni, nello stesso anno aderiva al Mac, con Soldati, Munari, Monnet, Dorfles. Collaborava poi , nel 1952 alla fondazione delle riviste "Origine" e "Arti Visive". E' soprattutto pittore, ma si occupa anche di teatro e di letteratura di avanguardia. Perilli come pittore, fonda le sue figure geometriche sull'ambiguità, sull'essere insieme aperte e chiuse, sul suo crescere fino a creare uno spazio non reale, ma dell'immagine, fatta di figure piane che allo sguardo risultano inverosimili ed irregolari , quasi irrisolte e concepite in una direziona assolutamente astratta , ultimamente rafforzate da un cromatismo vivace e brillante vincolato da forme bidimensionali. Numerossissime le mostre nelle gallerie, musei, fondazioni e in spazi pubblici, di tutto il mondo, ha una sala personale alla Biennale di Venezia del 1962; seguono una lunga serie di mostre personali tra cui alcune retrospettive a Praga (1970), a Parigi (1984) e a Roma (1988). Nel 1997 riceve il Premio Presidente della Repubblica, mentre nell’anno seguente propone alle Scuderie del Castello di Praga l’antologica “Forma 1 e i suoi artisti”, una mostra che verrà riproposta a Roma nel 2000. Il 2005 si è aperto una grande retrospettiva “Achille Perilli – l’Espressività del segno” organizzata all’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 31, 2007 03:55 PM
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Monday July 30, 2007
Agostino Bonalumi
(Vimercate 1935)
Agostino Bonalumi nasce a Vimercate (Milano), il 10 luglio 1935. Talento precocissimo, già nel ‘51 partecipa ad una mostra di portata nazionale, nel '56 ha luogo la sua prima mostra personale, realizzando quadri-oggetto in produzione seriale che si strutturavano in superfici monocrome a rilievi plastici, abbandonando definitivamente il concetto di quadro come superfice bidimensionale. Tra gli esponenti del Neoconcretismo italiano, a Milano con Castellani e Scheggi , vicino a Lucio Fontana . AI 1959-60 risalgono le sue prime "estroflessioni", che segnano l'inizio della maturità dell'artista. Bonalumi ricorre spesso nelle grandi opere-spazio, ad una simmetria meno rigorosa , che tende a spostare il centro di gravità delle linee di forza che generano l'equilibrio dinamico rendendo più mosso e dinamico tutto l'ambiente. Dalla sala personale alla Biennale di Venezia del 1970 al premio del Presidente della Repubblica 2001, la sua ricerca si svolge accentuando gli aspetti tridimensionali. La sua personale presso la Guggenheim di Venezia (luglio 2002). Nel novembre 2003, in occasione del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell‘Unione Europea, ha partecipato alla mostra Futuro Italiano allestita nelle sale del Parlamento Europeo a Bruxelles. Il passaggio tra il 2003 ed il 2004 è segnato da una grande antologica, con opere dal 1959 al 2003, all‘Institut Mathildenhöe di Darmstadt.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 30, 2007 03:36 PM [edited: July 30, 2007 03:55 PM]
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Wednesday July 25, 2007
Mona Hatoum
(Beirut, 1952)
Mona Hatoum, artista nata in Palestina trasferitasi in Inghilterra nel 1975.La tipologia del suo lavoro và dai video , fotografie, ma soprattutto sculture con aghi magnetizzati e installazioni con forti allusioni alla situazione storico-politica in cui si dibatte il mondo.Le sue opere più note sono le sculture , alcune delle quali esplicitamente riferite all'opera di Piero Manzoni, come "Socle du Monde", fatte di aghi e di magneti, che si muovono e simulano un organismo vivente, oppure installazioni come "tappeto di biglie" dove la mappa del mondo è realizzata con decine di migliaia di biglie, a indicare la labilità e la fragilità dei confini, o ancora il lavoro , altrettanto metaforico, fatto di saponette cubiche dove è disegnata come in un puzzle la mappa "impossibile" degli accordi diplomatici di Oslo tra israeliani e palestinesi.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 25, 2007 12:05 AM [edited: July 25, 2007 12:07 AM]
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Saturday July 21, 2007
Vettor Pisani
(Ischia - Napoli, 1934)
Artista, architetto e drammaturgo, complessi riferimenti alla storia dell'arte e alla cultura della filosofia esoterica guidano la ricerca dell'artista. Egli immagina l'universo come se fosse un grande labirinto in cui muoversi attraverso un'architettura simbolica, offrendo un ricco impasto di simbologie, alchimie, iconografie e contenuti in cui non esiste soluzione di continuità tra passato e presente. L’indagine sul linguaggio s’intreccia a contaminazioni con la memoria dell’arte, come del magma di frammenti emergenti da Internet. Il tutto all’insegna di una sorta di humour nero, una visione pessimistica del mondo. Pisani ha lavorato nel campo della performance e dell'istallazione. Nel 1972 espone a "Documenta 5" di Kassel, ha partecipato alle Biennali di Venezia del 1976, del 1978, 1984, 1986, 1990 e 1993, alle Quadriennali di Roma del 1973, 1986 e 1992 e a mostre come Avanguardia/Transavanguardia a Roma e Italian Art Now: an american Perspective al Guggenheim Museum di New York nel 1982; Arte Italiana 1960-1982 alla Hayward Gallery di Londra nel 1982, Terrae Motus e Terrae Motus 2 a Villa Campolieto ad Ercolano nel 1986 e al Grand Palais di Parigi nel 1987; Beuys zu Ehren, Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco, 1986; Mythos Italien, Bayerische Staatsgemaeldesammlungen di Monaco, 1988.
Nel riquadro :
Vettor Pisani "Victor Victoria Pisani", 2002 tecnica mista su tela / cm 140x91
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 21, 2007 01:15 AM
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Wednesday July 11, 2007
Ben Vautier
(Napoli, 1935)
Nasce a Napoli da madre irlandese e padre della Svizzera francese , vive in Turchia , Egitto e Grecia, dal 1949 si stabilisce a Nizza. Lavora come commesso per la libreria Le Nain Bleu e dipinge quadri astratti. Successivamente conosce le opere di Duchamp e frequenta Yves Klein , Arman, Daniel Spoerri e George Maciunas, l'animatore del gruppo Fluxus. Da allora si dedica ad un'intensa attività artistica, che egli definisce "figuration Libre", che comprende performance, proclami e creazioni molto vicine allo spirito dei dadaisti.
Artista logorroico, che base la sua arte sulla parola, tutti i suoi dipinti consistono infatti in semplici frasi, aforismi, osservazioni, calambour, proclami e altro ancora.La sua attività artistica è stata ed è tuttora intensa e geniale, vulcanica provocatoria, imprevedibile. Egli sa stupire per la capacità istrionica,il gusto e il gioco,del paradosso e della trasgressione. Quando si rende conto che la gente dà più importanza al nome che al contenuto, egli fa della propria firma la sostanza stessa del quadro. Seguendo l'esempio di Duchamp trasforma in opera d'arte tutto ciò che vede e firma, da un buco per terra all'intera città di Nizza , che batezza "opera d'arte aperta". Espone se stesso sulla passeggiata di Nizza, vive per quindici giorni nella vetrina della One Gallery di Londra. Ha esposto nelle piu' importanti gallerie e musei di tutto il mondo.
Nella foto:
Ben Vautier, "L'Arte è la cosa più importante", 1993,
acrilico su tela e tavoletta in legno, 30x40 + 5,5x40 cm
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 11, 2007 10:11 PM
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Sunday July 8, 2007
Igor Mitoraj
(Oederan, Polonia, 1944)
Igor Mitoraj nasce nel 1944 da madre polacca e padre francese. Ha studiato presso l'accademia di Belle Arti di Cracovia e presso l'Ecole des Beaux Arts di Parigi .In seguito ad un lungo viaggio in Messico e all'approfondimento delle culture sudamericane ed atzeche, Mitoraj decide di dedicarsi principalmente alla scultura. Vive tra Parigi e Pietrasanta in Toscana. A Pietrasanta Mitoraj, scopre il marmo come materiale, dopo la terracotta ed il bronzo, ideale per la sua scultura, quindi nel 1983 vi si trasferisce definitivamente e qui apre uno studio (senza però abbandonare quello di Parigi).
Elabora un suo particolare rapporto con il classico , si ispira per le sue opere a personaggi mitologici facilmente riconoscibili: Eros, Venere, Icaro, che traduce spesso nel senso del "reperto" archeologico, sepezzando, tagliando, disarticolando, insomma fa a brandelli le statue classiche, come nei monumentali busti e nelle enormi teste di marmo. Le figure silenziose di Mitoraj hanno , da sempre , la bocca serrata, ma anche , quasi sempre, gli occhi bendati, quasi a voler esaltare la distanza tra essere finito e essere eterno. Nel 1986 partecipa alla XLII Biennale d'Arte di Venezia. Nell'arco di pochi anni le sue opere vengono esposte in molti paesi in numerose personali ed effettua grandi esposizioni nei musei; riceve importanti incarichi internazionali per sculture monumentali in spazi pubblici e privati: sue opere si possono trovare al British Museum e a Canary Wharf a Londra; a Bamberg; Cracovia; La Dèfence di Parigi;al Museo degli Uffizi e a Giardino di Boboli a Firenze; Piazza del Carmine e Teatro alla Scala a Milano; Piazza Monte Grappa e Piazza Mignanelli a Roma.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 8, 2007 11:53 PM
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Saturday July 7, 2007
Roberto Barni
( Pistoia, 1939)
Roberto Barni è nato il 30 settembre 1939 a Pistoia, attualmente vive e lavora a Firenze. Dopo gli esordi legati ad una figurazione di ambito Pop all’interno della denominata “Scuola di Pistoia” degli anni ’60, Barni successivamente, approderà ad esperienze minimaliste-concettuali; questo periodo viene definitivamente superato all’inizio degli anni ’70 dando inizio ad un suo ripercorrimento della storia della pittura, usando per la prima volta il termine “anacronismo,” per connotare le opere di questo periodo. Dal 1980 al 1983 l’artista pistoiese esegue un ciclo iconografico denominato Paternità, contemporaneamente dipinge una serie di tele "Le avventure del pensiero domestico" nelle quali compare per la prima volta l’uomo bendato. In questo periodo l’artista espone nelle principali gallerie italiane in mostre personali e collettive, e nelle principali città europee. Nel 1987 la produzione artistica di Barni viene apprezzata al Queens Museum, da questo momento i contatti newyorkesi non cesseranno mai. L’esposizioni di Barni d’ora in poi, si susseguiranno a ritmi incalzanti in tutta Europa ed America. Dagli anni novanta c'è nel suo lavoro un rinnovato ripensamento attraverso il disegno dell'arte antica italiana, riscoprendo la più autentica matrice metafisica realizzando grandissimi disegni essenziali come nel caso del "Alberi alle capre" con continui rimandi a ripercorrimenti interiori , nei quali le figure acquistano la consistenza compatta , la volumetria essenziale di personaggi giotteschi. Barni prosegue l’azione profetica del fare artistico, concentrandosi ultimamente nella realizzazione delle sue ormai famose sculture
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 7, 2007 10:13 PM [edited: July 7, 2007 10:14 PM]
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Wednesday July 4, 2007
Nicola De Maria
(Foglianise, 1954)
Nicola de Maria è nato nel 1954 a Foglianise (Benevento) e vive e lavora a Torino. Conseguite la laurea in medicina e la specializzazione in neurologia decide di dedicarsi alla pittura. Fin dall’inizio la sua pittura è caratterizzata da una grande leggerezza poetica, trasmessa con un suo personale linguaggio fatto di forme semplici e di colori vivaci e puri. Ogni suo lavoro è dipinto con colore puro, nel 1977 realizza il primo dipinto murale a Milano, al quale ne segue un altro per la Biennale di Parigi dello stesso anno. De Maria continua a trascendere dai confini della tela pervadendo lo spazio espositivo utilizzando le tecniche del colore proprie degli antichi maestri che affrescavano le chiese in Italia. Negli anni '80, l'artista dipinge vari spazi espositivi e gli vengono dedicate alcune retrospettive sui suoi lavori ad olio. Per tutti questi anni, il lavoro di De Maria ha sempre un ruolo fondamentale in tutte le numerose mostre collettive organizzate da Achille Bonito Oliva sulla Transavanguardia. Il pittore, che viene inizialmente incluso in questo contesto, ben presto si separa sviluppando una serie di lavori non figurativi e in piccola scala. Ormai il suo lavoro è pura astrazione, ma non abbandonerà mai gli elemeti fondamentali che lo caratterizzano , come il brillante cromatismo, che probabilmente rispecchia l'attaccamento alla sua terra. Numerose le sue mostre personali in Italia e all’estero e le esposizioni e rassegne di livello internazionale, tra cui le Biennali di Venezia (1980, 1988 e 1990), il Centre Pompidou di Parigi (1980), la documenta Kassel (1982), il MoMa di New York e il Castello di Rivoli (2002).
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....voglio lasciare anche il post precedente della pagina in costruzione con tutti i messaggi relativi......(altrimenti non si capirebbe)....va molto meglio oggi...grazie!
......causa febbre (38) appena misurata, sono costretto ad andare a letto e a rimandare il mio blog.....lo sò che non ve ne frega una mazza .....era solo per quelli che erano interessati.....speriamo di stare meglio domani ....Buonanotte a tutti!
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - July 4, 2007 11:25 PM [edited: July 5, 2007 03:21 PM]
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Tuesday June 26, 2007
Tancredi Parmeggiani
(Feltre (BL) ,1927-Roma 1964)
Interrompe gli studi classici per seguire prima il Liceo Artistico , poi il Corso Libero di Nudo tenuto da A. Pizzinato all'Accademia di Venezia , dove conosce Vedova, e V. Guidi. Le sue prime prove pittoriche mostrano influenze di Van Gogh e per certi aspetti Modigliani. Dopo un breve soggiorno a Parigi, tiene la sua prima mostra personale a Venezia (1949) presentando opere astratto-geometriche che risentono da un lato del cubismo orfico di F. Kupka, dall'altro di De Stijl e Kandinskij. Trasferitosi a Roma conosce Perilli, Turcato e Dorazio e si accosta alla pittura nucleare.Nel 1951 partecipa a una mostra di arte astratta italiana alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma; lo stesso anno si stabilisce a Venezia, dove avviene l'incontro con Peggy Guggenheim. Nel 1952 insieme con altri artisti, sottoscrive il manifesto del Movimento Spaziale, il gruppo fondato da Lucio Fontana. Successivamente sviluppa un linguaggio fondato sui punti di colore-luce e vorticosi segni automatici,che trova punti di affinità con J Pollock e l'Action Painting americana.Nel 1954 partecipa con Jackson Pollock, Wols, Georges Mathieu e altri alla mostra “Tendances Actuelles” alla Kunsthalle Bern. Verso il 1960 stringe amicizia con gli esponenti del gruppo astrattista nordeuropeo Cobra e, a Oslo, è colpito dalla pittura di E. Munch.Nel 1962 riceve il Premio Marzotto, a Valdagno, e nel 1964 espone alla Biennale di Venezia. Muore suicida a Roma gettandosi nel Tevere.
Nell'immagine "Diario paesano" tempera/collage, 1962
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 26, 2007 11:05 PM [edited: June 27, 2007 12:53 AM]
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Saturday June 23, 2007
Karel Appel
(Amsterdam, 1921 - Zurigo, 2006)
Nel 1948 dà vita a Parigi, con Constant, Corneille, Asger Jorn e Pierre Alechinsky, al gruppo "COBRA". Il gruppo, che raduna artisti di Copenhagen, Bruxelles e Amsterdam, ( Cobra, acronimo delle iniziali delle tre città)sono gli anni in cui Appel codifica una pittura tormentata e felice, che trova nel colore e nel caos dell'impasto cromatico, la sua chiave stilistica e una nuova rappresentazione della realtà, attingendo all'automatismo dei surrealisti, all'uso del colore aspro e pastoso e ad una deformazione della forma, proponendo una rilettura dell'espressionismo in chiave informale e ironica,in cui predominano i colori primari, arginati dalla presenza del nero. Negli anni '70, la stesura ora è più morbida e le immagini si fanno più chiare e nitide. Non c'è più la lotta del passato, ma ricerca dello spazio. Per poi ritornare intorno agli anni ottanta alla pittura dura e violenta degli anni precedenti. E' morto a Zurigo nel maggio 2006, all'età di 85 anni, con lui muore anche l'ispirazione a un'arte naturale, spontanea, decisa nel rifiuto di ogni intellettualismo e dogmatismo retorico e a favore della libera sperimentazione.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 23, 2007 10:53 PM [edited: June 23, 2007 10:54 PM]
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Friday June 22, 2007
Salvatore Fiume
( Comiso,(RG) 1915 - Milano, 1997)
La prima mostra fu a Milano, nel 1949, alla Galleria Borromini, negli anni Cinquanta i suoi lavori si basavano su composizioni metafisiche con riferimenti a de Chirico. Successivamente, stile figurativo caratterizzato da un acceso colorismo e da un'impianto compositivo statico-monumentale. I temi fondamentali dei suoi soggetti nell'arco del tempo sono improntati sulla fantasia , atmosfere magiche e metafisiche(isole e città di statue) odalische, scene esotiche.Delle sue più importanti mostre e collettive si ricorda in particolar modo , nel 1950, l'invito della Biennale di Venezia ad esporre il trittico Isola di Statue (ora nei Musei Vaticani) che gli valse una copertina della rivista americana Life. Nel 1962 una mostra itinerante portò cento quadri di Fiume in diversi musei tedeschi toccando, fra le altre, le città di Colonia e Ratisbona. Nel 1985 tenne una grande mostra a Castel S.Angelo a Roma. Del 1987 è l'esposizione intitolata De Architectura Pingendi allo Sporting d'Hiver di Montecarlo, inaugurata dal Principe Ranieri di Monaco.
Nel 1991 espose i suoi progetti architettonici alla Mostra Internazionale di Architettura a Milano, al Palazzo delle Esposizioni. E' del 1992 la mostra a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma.Nel 1993 Fiume visitò i luoghi di Gauguin in Polinesia e, in omaggio al grande maestro francese, donò un suo dipinto al Museo Gauguin di Tahiti. Sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra i quali i Musei Vaticani, l'Ermitage di San Pietroburgo, il Museum of Modern Art di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d'arte moderna di Milano.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 22, 2007 03:10 PM [edited: June 22, 2007 03:13 PM]
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Thursday June 21, 2007
Piero Guccione
(Ragusa, 1935)
Nasce il 5 maggio 1935 a Scicli (Ragusa). Dopo il Diploma all’Istituto d’Arte di Catania, si trasferisce a Roma dove frequenta i pittori Neorealisti Attardi e Vespignani.
Costante è la sua adesione a un Realismo figurativo di impegno esistenziale e sociale. Nel 1961, su richiesta dell’American Federation of Art, ha organizzato una mostra di tali pitture alla Columbia University of New York, successivamente ospitata nelle maggiori università americane.Dal 1966 al 1969 partecipa alla Biennale di Parigi ed è assistente di Renato Guttuso all’Accademia di Belle Arti di Roma, in cui sarà anche titolare di cattedra. La prima partecipazione alla Biennale di Venezia è del 1968, e sarà presente in altre quattro edizioni. Mostre personali a Parigi (FIAC). Nel 1985 espone al Metropolitan Museum di New York un’antologica di grafica. E’ finalista del premio "Artista dell’anno" a Napoli con Burri e Schifano, promosso da 120 critici d’arte italiani.Negli ultimi anni prevale la descrizione lucida e fredda, i soggetti più noti sono particolaridi automobili , paesaggi spogli e desolati , immagini di mare.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 21, 2007 02:30 PM [edited: July 10, 2007 10:03 PM]
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Sunday June 17, 2007
Concetto Pozzati
(Vò di Padova(PD), 1935)
Studia all'istituto d'Arte di Bologna. Soggiorna a Parigi nel 1955, nello studio di Sepo , con cui fonda nel 1960, a Bologna, la Scuola d'arte pubblicitaria. Esordisce nell'ambito dell'informale. Negli anni Sessanta si accosta alla tematica pop con composizioni di carattere Critico e ironico . Successivamente, si accentuano nella sua ricerca gli interessi per il gioco , il paradosso, e la dimensione narrativa. I suoi soggetti negli anni Cinquanta riguardano composizioni astratte. Negli anni Sessanta immagini ironiche di frutta , verdura, rose, oggetti di consumo. negli ultimi anni assemblages di oggetti disparati come vecchie fotografie , buste, riproduzioni e disegni, e recentemente reperti pittorici della Grecia, grandi pani e aquarelli giganti. Dal '55 partecipa alle principali manifestazioni internazionali, tra le quali: Biennali di Venezia del '64,'72,'82; Biennale di San Paolo del Brasile nel '63 e '94, di Tokyo nel '63; Dokumenta di Kassel nel '64; Biennale di Parigi nel '69; Quadriennali di Roma del 1959, 1965, 1973, 1974 e 1986; alle rassegne italiane di città del Messico, Vienna, Barcellona, Chicago, Parigi, Londra, Kyoto, Francoforte, Berlino, Marsiglia.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 17, 2007 12:01 AM
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Saturday June 16, 2007
Lucio Del Pezzo
(Napoli, 1933)
Nel 1958 a Napoli è tra i fondatori con Di Bello e Biasi del Gruppo '58 e della rivista "Documento Sud", in collegamento con il gruppo milanese di Baj, opere materiche di ispirazione neodada (sacchi,objets trouvès, tele bruciate).Successivamente, negli anni Sessanta, recupero dell'oggetto in chiave pop opere che sono insieme quadro, scultura e oggetto. In queste, l'oggetto popolare o d'uso comune si accumula, comparendo caricato della propria funzione e della propria storia e, allo stesso tempo, assurge a presenza atemporale, senza uscire dal contesto, con una particolare accentuazione di tipo geometrico -metafisico (riferimenti a de Chirico e a Tilson) i soggetti più noti sono composizioni con solidi geometrici, saette , bersagli, arcobaleni, e altri elementi tridimensionali. Le tecniche usate sono l'olio,acrilico, tempera, collage, assemlage ( polimaterico o legno dipinto). Lungo gli anni '70 collabora col ministero dell'educazione francese lavorando alla Facoltà di psicologia applicata di un'università parigina e all'Atelier des enfants del Centre Pompidou. Ha partecipato a diverse Biennali di Venezia .
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 16, 2007 02:45 PM
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Friday June 15, 2007
Enrico Baj
(Milano, 1924 - 2003)
Dopo aver studiato all'Accademia di Brera ed essersi laureato in legge, si è recato a Parigi e a Bruxelles per approfondire la propria conoscenza dei movimenti artistici d'avanguardia. La sua opera si articola in vari periodi, sotto il segno unificante dell’ironia dissacratoria e del continuo rinnovarsi dell’espressività. Nel 1947 inizia con opere di stile picassiano. Nel 1951 partecipa al movimento "Nucleare" di Fontana, che fu, tra le tendenze artistiche di quel periodo, grandemente innovativo sia dal punto di vista formale sia da quello ideologico. Dal 1955 inizia a utilizzare la tecnica del collage e dell'assemblage di elementi polimaterici. Nel 1958- 60 realizza il ciclo delle "Montagne", nel 1960, i primi "Specchi". A partire dal 1959 inizia il ciclo dei "Generali". Sono del 1964 le prime sculture con pezziu di meccano. Tra le opere più recenti, i rifacimenti in chiave ironica di opere di artisti come Picasso e Seurat. I suoi lavori andavano dai collages e assemblages di vari materiali (tappezzerie, passamanerie, vetri , specchi, medaglie, pezzi di meccano). Vasta produzione di grafica e multipli.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 15, 2007 01:46 AM [edited: June 15, 2007 02:16 AM]
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Wednesday June 13, 2007
Afro Basaldella
(Udine,1912 - Zurigo, 1976)
Si diploma all'accademia di belle Arti di Venezia nel 1931. Con i fratelli Mirko e Dino, esordisce nel 1928 a Udine sotto l'insegna polemica di "Scuola friulana d'avanguardia". L'anno successivo grazie ad una borsa di studio va a Roma dove conosce Mafai e Scipione. Dal 1950, dopo un viaggio negli Stati Uniti, dove è affascinato dalla pittura di Gorky, si orienta verso l'espressionismo astratto, di cui è uno dei maggiori rappresentanti italiani . Tra i protagonisti del Gruppo degli Otto, dal 1960 in poi, nella sua pittura si avverte una rinnovata compresenza di allusioni naturalistiche ed elementi astratti. Nel tempo si susseguono...... Biennali di Venezia, Documenta Kassel , Quadriennali,e mostre negli Stati Uniti. Nel 1958, prende parte, insieme ad Appel, Arp, Calder, Matta, Miro, Moore, Picasso e Tamayo, alla decorazione della nuova sede del palazzo dell'UNESCO a Parigi dipingendo II Giardino della Speranza. Le opere di Afro sono presenti nelle più importanti collezioni e musei di tutto il mondo.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 13, 2007 01:03 AM [edited: June 13, 2007 01:05 AM]
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Tuesday June 12, 2007
Antonio Bueno
(Berlino, 1918 - Firenze, 1984)
Figlio di genitori spagnoli, ha compiuto i suoi primi studi a Madrid, poi ha frequentato l'Accademia di Belle Arti a Ginevra ed Ecole des Beaux-Arts di Parigi . Nel 1939 si è trasferito in Italia, stabilendosi con il fratello Xavier a Firenze. Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia e l'anno dopo compie un lungo viaggio di studi negli Stati Uniti dove saranno allestite anche delle personali a New York e Los Angeles.Nel 1961 mostra a Londra.Nel 1968 personale alla Biennale di Venezia seguono ripetuti inviti alla Quadriennale di Roma.Dopo varie esperienze giovanili prima figurative , poi astratte, si fa divulgatore negli anni cinquanta di una nuova figurazione con recupero di componenti metafisiche. A partire dagli anni Sessanta porta avanti, anche, ricerche sperimentali, in particolare nel campo della poesia visiva. I suoi temi più noti sono composizioni con figure femminili , nature morte con pipe o barattoli.Le sue opere appartengono a cicli pittorici ben noti e distinguibili, ciclo dei pittori della realtà , dalla tecnica quasi iperrealista, il ciclo metafisico degli anni '50, e quello dei "pupazzi" e marinaretti degli anni 70.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 12, 2007 12:03 AM
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Monday June 11, 2007
Mario Ceroli
(Castelfrentano (CH) 1938)
Nel 1952 inizia a lavorare nello studio di Leoncillo in seguito con Colla e Fazzini. Nei primi tempi realizza , per vivere , grandi decorazioni in ceramica di gusto giapponese. Nel 1959 inizia a lavorare con il legno. Opere importanti come La Cassa Sistina e La Cina sono del 1966. La sua ricerca è caratterizzata da un interesse per le immagini stereostipate dei mass-media, oggetti e persone, secondo un particolare gusto pop(vicino a Tilson).Ha aperto la strada, precorrendole, alle poetiche dell'arte povera ed alle successive installazioni (che si svilupperanno alla fine degli anni '60) pur rimanendo nella struttura dell'immagine nell'ambito poetico di quella che fu definita la pop art italiana. Il gesto germinale e sostanziale di Ceroli è stato quello di lavorare su materiali naturali, primo fra tutti il legno (ma anche la terra, il vetro, il ghiaccio) per porre l'accento sull'elemento primario, sul senso emergente delle cose reali, sul valore simbolico dell'opera, sul gesto fondante dell'artista. Ha così destituito del suo valore il materiale aulico e "nobile" della scultura, investendo di una nuova e forte capacità di rappresentazione il materiale naturale e povero.
Si dedica con continutà alla scenografia,collaborando con i più importanti allestimenti di drammi e opere
Nella foto - Cavallo alato
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 11, 2007 12:58 AM
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Thursday June 7, 2007
Valerio Adami
(Bologna, 1935)
Trasferitosi a Milano con la famiglia alla fine degli anni '30, inizia a studiare disegno frequentando l'Accademia di Brera a Milano, sotto la guida di Achille Funi, nel 1951. Dopo un inizio di pittura espressionista e successivamente di tipo surrealista influenzato da Roberto Sebastian Matta conosciuto a Parigi nel 1955, il suo lavoro si orienta verso la Pop- art, elaborando però uno stile del tutto personale. Caratteristiche della sua pittura sono i contorni netti e precisi del disegno, le larghe piatte campiture di colore e l'iserimento di scritte calligrafiche. I suoi soggetti variano da composizioni complesse di oggetti, a figure e ambienti della vita contemporanea scomposti ma riconoscibili. Ha tenuto mostre personali e partecipato ad importanti rassegne in tutto il mondo. Documenta, Kassel 1964, -Biennale di Venezia, 1968-
Dada e Surrealismo, MOMA, New York, 1968 - Museo d'Arte Moderna della Città di Parigi, 1970 - Centre Geoges Pompidou, Parigi, 1985 (retrospettiva) - . Vive e lavora fra Parigi, Montecarlo e Meina, sul Lago Maggiore.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - June 7, 2007 12:17 AM
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Tuesday May 29, 2007
Jan Knap
(Chrudimi, Repubblica Ceca 1949)
Dopo gli studi di architettura a Praga e pittura all’Accademia delle Belle Arti di Dusseldorf si è trasferito negli Stati Uniti negli anni Settanta. Alla fine del decennio ha fondato con Milan Kunc e Peter Angermann, il gruppo “Normal”. Nei primi anni Ottanta studia teologia a Roma, per poi soggiornare anche a Colonia, a Modena e riapprodare infine nel suo paese natale, oggi quest'artista unico, vive nella cittadina di Zelec. La liricità dell’arte di Knap formula un mondo incantato tutto suo, è un figurativo dai colori delicati e solari che ha come tematica una religiosità molto calata nel quotidiano, fatta di angioletti che sembrano bambini normali, che evitano qualsiasi etichetta o consuetudini catalogazioni stilistiche e di tendenza dell'arte contemporanea . Nei suoi lavori scene di vita quotidiana e di vita campestre, che richiamano ad una pittura di memoria medievale, che vive in un tempo sospeso irreale , disciplinato da regole di una superiore armonia, fluttuando tra fiaba e realtà. Nei suoi giardini di reminiscenza prerinascimentale , dove è ancora lecito vedere angeli suonare su un albero o giocare, pur non appartendo al nostro spazio quotidiano, alla nostra esperienza del mondo, è ancora possibile rintracciare il sogno della felicità.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 29, 2007 12:21 AM
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Thursday May 24, 2007
Salvo (Salvatore Mangione)
(Leonforte Enna 1947)
Trascorre l'infanzia in Sicilia e nel 1956 si trasferisce con la famiglia da Catania a Torino dove, manifestando un precoce interesse per l'arte, nell'estate seguente, a soli sedici anni, partecipa con un disegno da Leonardo, raffigurante una testa di vecchio, alla 12^ Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti.
Dipinge copie da Rembrandt e da Van Gogh, da Fontana a da Chagall, frequenta l'ambiente degli artisti dell'arte Povera e critici come Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. Sin dall’inizio degli anni Settanta intraprende un’indagine sperimentale legata all’immagine fotografica, dal 1973 si dedica alla pittura figurativa , in questo ambito esprime la sua vena citazionista con colori luminosi, mediterranei, e la semplicità geometrica delle forme coloratissime per darci delle icone splendenti, saccheggiando tutti i temi che gli offrano dei motivi plastici, case, minareti, porticati, cavalcavia, nuvole, alberi, che diventano l’inconfondibile cifra stilistica dell'artista che caratterizzerà tutta la sua produzione.
Tra le numerose mostre a cui Salvo ha partecipato c'è da segnalare la Biennale di Venezia nel 1976 e 1984, Documenta 5 nel 1972 e la mostra Die Sammung Paul Maenz a Weimar nel 1999.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 24, 2007 11:31 PM [edited: May 25, 2007 01:47 AM]
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Sunday May 20, 2007
Aldo Mondino
(Torino , 1938-2005 )
Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta per due anni l'Atelier 17 di William Heyter. Studia mosaico con Severini. In questi anni, viene in contatto con giovani pittori surrealisti - esperienza che lascerà le tracce nelle opere ludiche degli anni Sessanta.Rientrato in Italia incontra Gian Enzo Sperone , uno dei più importanti galleristi italiani e con lui allestisce la sua prima personale. A modo suo artista Pop, ma anche poverista visto le varie esposizioni assieme al gruppo .
Nel 1976, partecipa alla XXXVIII Biennale di Venezia,
Il suo estro creativo, supportato da una vasta cultura, lo portava a sperimentare continuamente, a reinventare le correnti che lo avevano ispirato, a ironizzare sugli artisti da cui aveva voluto distinguersi, a provocare per sentirsi libero.
A partire dagli anni novanta la sua opera è incentrata sull'oriente, infatti i protagonisti dei suoi quadri sono stati personaggi della vita araba, come rabbini, ortodossi, sultani turchi e ultimamente danze di Dervisci. Nel 1993, alla Biennale veneziana, espone una serie di quadri di grandi dimensioni, rappresentanti i Dervisci nell'atto di danzare. In questi anni, l'oriente, coi suoi volti e i suoi colori, sarà l'elemento dominante della sua poetica. Molto particolari alcuni suoi quadri ( vista la passione nel realizzare lavori tridimensionali) dove l'artista ha utilizzato cioccolatini.
Sunto estratto dal web
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 20, 2007 11:14 PM
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Saturday May 19, 2007
Carlo Maria Mariani
(Roma 1931)
Il pittore, che da diversi anni risiede e opera a New York, la sua pittura sta conoscendo una notevole affermazione anche nella cultura artistica americana, divenendo punto di riferimento per numerosi giovani artisti, sia europei sia americani. Caposcuola del gruppo degli anacronisti, sostenuto da Maurizio Calvesi.
Il suo stile figurativo è largamente ispirato ai temi classici. Tale stile “non è compiacimento tecnico, né una forma di accademismo, ma nasce, alla fine dei Settanta, come un’operazione di sfida all’avanguardia”, divenuta ormai conformista, e si sviluppa come scelta, da parte dell’artista, di un registro simbolico proprio di una pittura essenzialmente intellettuale.
Sue opere sono conservate, al Guggenheim Museum di New York; al Philadelphia Museum of Art, Philadelphia; al Lincoln Center di New York; al Los Angeles County Museum, alla Tate Gallery di Londra. In Italia al Museo Civico d’Arte Moderna di Milano, al Flash Art Museum di Trevi, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, alla Collezione Borghese di Roma, alla Bulgari Collection di Roma, al Museo di Palazzo Forti di Verona, alla Mikado Film di Roma.
Estratto dal web
alcuni link : www.carlomariamariani.com/home.html
www.earlmcgrathgallery.c [...] riani/index.html
www.clponline.it/mostre. [...] 4b3-b3e9ff757a9e0a72
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 19, 2007 02:07 AM [edited: May 19, 2007 02:22 AM]
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Wednesday May 16, 2007
Mario Schifano
(Homs,1934-Roma 1998)
Trasferitosi a Roma dopo la seconda guerra mondiale, inizia a lavorare con il padre ,archeologo e restauratore presso il museo Etrusco di Valle Giulia. I suoi primi quadri sono informali è il 1959 quando espone ala galleria Appia Antica di Roma. Nel 1960 partecipa alla mostra “cinque pittori di Roma ‘60” alla Galleria La Salita, rassegna che comprendeva anche Francesco Lo Savio, Franco Angeli , Tano Festa e Giuseppe Uncini.Insieme ai "pittori maledetti" Angeli e Festa rappresentò un punto fondamentale dell'arte contemporanea italiana ed europea.
Nel 1962 è negli Stati Uniti dove espone alla Sidney Janis Gallery dove ha il suo primo impatto con la Pop Art americana .Nel 1964 rivolge il suo interesse alla rivisitazione della storia dell'arte , realizzando una serie di "omaggi" rinterpretando le opere dei grandi maestri come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Matisse e Monet . Negli anni a seguire si interessa al cinema e ai mass-media da cui trae spunto.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 16, 2007 11:52 PM [edited: July 10, 2007 03:21 AM]
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Saturday May 12, 2007
Julio Le Parc
(Mendoza ,1928)
E' nato il 23 settembre 1928 a Mendoza, Repubblica Argentina. Da subito è interessato al movimento spazialista animato da Fontana. Nel 1958, dopo aver vinto un concorso per una borsa di studio indetta dal governo francese si stabilisce a Parigi, dove risiede da allora ed inizia rapporti con alcuni artisti argentini. Con loro Le Parc lavora in stretta collaborazione, dal 1959, analizzando l'opera di artisti contemporanei e d'avanguardia, cercando le loro contraddizioni e i loro limiti da superare. È a questo punto che, proprio all'inizio del 1959, si precisano le divergenze in rapporto all'opera di Vasarely, nel momento in cui Le Parc e Sobrino lavorano in modo sistematico prendendo per base sequenze e progressioni. Essi si permettono così di criticare costruttivamente l'attitudine degli artisti che utilizzano la libera scelta delle forme e la loro libera sistemazione sulla superficie e nello spazio. Tali critiche si estendono a tutti gli artisti della tendenza cost
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 12, 2007 11:52 PM [edited: May 17, 2007 05:50 PM]
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Monday May 7, 2007
Aligi Sassu
(Milano,1912 Can Marimon a Pollença, 2000)
Aligi Sassu nasce a Milano da padre sardo e madre emiliana nel 1912. A tredici anni conosce Carlo Carrà e a sedici presenta le sue prime opere alla Biennale di Venezia. Si ispira al Futurismo di Boccioni, Previati, Carrà, ma osserva anche Cezanne e Picasso. In questi anni si affianca all'avanguardia futurista di Russolo e Prampolini. Nel 1928 fonda, insieme con Bruno Munari, il Manifesto della Pittura, prendendo come assunto la raffigurazione di forme antinaturalistiche. In questi anni studia a fondo Diego Velazquez e il nudo plastico.Nel dopoguerra vive un'esistenza sociale e artistica appartata poiché lontano dal cubismo di Braque e Picasso. Studia invece Vincent Van Gogh e si reca nella terra di suo padre. In Sardegna dedica diverse opere alla vita rurale e marittima isolana.
Del 1967 è il ciclo della "Tauromachie" Il rosso diviene il suo colore preferito. Negli ultimi anni esegue anche quadri prendendo spunto dal mondo del Calcio.Muore all'età di 88 anni, il giorno del suo compleanno, il 17 di luglio del 2000.
Estratto da siti di portali internet.
NOBEL PER LA PACE A GINO STRADA FIRMATE : www.petitiononline.com/ginostra/petition.html
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 7, 2007 01:08 AM [edited: May 7, 2007 09:52 AM]
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Thursday May 3, 2007
Carla Accardi
(Trapani 1924)
La sistematica ricerca ed esaltazione del segno-colore connota da oltre mezzo secolo la personalità artistica di Carla Accardi (Trapani 1924) , fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Dal 1946 a Roma, la giovane siciliana si impose presto all’attenzione dei maggiori critici come uno dei protagonisti del gruppo "Forma" (1947), con Sanfilippo (suo marito), Dorazio, Perilli, Consagra, Turcato. Negli anni Cinquanta, nel clima di cultura informale, propose serie libere di segni bianchi su fondi neri. Negli anni Sessanta, segnati anche dalla militanza femminista e dal sodalizio con la giovane studiosa Carla Lonzi, la conquista del colore luminescente: nel 1964, una sua personale alla Biennale di Venezia la impone all’attenzione internazionale. Un lavoro in progress la porta a superare la superficie piana della pittura: inventa forme spaziali fatte di fogli di silicofoil sui quali si svolgono trasparenti i tracciati del colore. Un rapporto fra opera e spazio che sfocia negli anni Settanta nelle "Tende", vere e proprie strutture abitabili e percorribili. Altri materiali vengono sperimentati negli anni Ottanta: tele grezze da cui trapelano stesure cromatiche di varia intensità. Altre importanti mostre nel mondo consacrano l’energia intrisa di luce mediterranea del suo lavoro.
Dal portale - www.italica.rai.it -
NOBEL PER LA PACE A GINO STRADA FIRMATE : www.petitiononline.com/g [...] stra/petition.html
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - May 3, 2007 12:47 AM [edited: May 5, 2007 02:13 AM]
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Friday April 20, 2007
Pietro Annigoni
(Milano, 1910 – Firenze, 1988)
Ritrattista di primissimo piano, suoi dipinti sono in quasi tutti i Musei contemporanei in Europa ed in U.S.A.
Di pregevole fattura sono sanguigne, litografie, ed incisioni ad acquaforte , è stato un pittore italiano, soprannominato il pittore delle regine dalla stampa del tempo.Il suo stile evidenzia l'influenza del Rinascimento italiano e del Realismo, in contrasto con gli stili di ritratto propri del Modernismo e Postmodernismo in auge negli anni della sua attività.Specializzato in ritrattistica, la sua attività è nota soprattutto per il ritratto del 1955 di Elisabetta II del Regno Unito (National Portrait Gallery, Londra), sebbene soggetti frequenti dei suoi lavori fossero persone disagiate e senza fissa dimora. Ritrattista di primissimo piano, suoi dipinti sono in quasi tutti i Musei contemporanei in Europa ed in U.S.A.Di pregevole fattura sono sanguigne, litografie, ed incisioni ad acquaforte
Dal 1929 in poi e in particolare dal 1966 al 1988, il suo periodo più fecondo, è tutto un susseguirsi di mostre prestigiose di cui molte alla Royal Academy di Londra. Tra le mostre effettuate in Italia si ricordano per il notevole successo ottenuto quelle di Milano (Galleria Cortina, 1968, e Galleria Levi, 1971).
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - April 20, 2007 12:35 AM
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Thursday March 22, 2007
Tano Festa
(Roma, 1938-1988)
Pittore di livello internazionale, fa parte di quel gruppo di artisti (Angeli, Festa, Schifano) noto come Pop Art Italiana .La sua prima mostra è del 1959 , con Franco Angeli e Giuseppe Uncini, alla Galleria La Salita di Roma dove due anni dopo terrà la sua prima personale.Nel 1963 partecipa alla mostra organizza dalla Galleria La Tartaruga di Plinio dé Martiis "13 artisti a Roma," quegli stessi che diedero vita alla cosidetta "scuola di piazza del Popolo". In quegli anni la sua attività si concentra analizzando la tradizione artistica italiana del Rinascimento, riproponendo opere michelangiolesche in chiave pop lavora infatti a grandi pannelli dove appaiono, seguendo la tecnica fotografica, isolati stralci dagli affreschi della Cappella Sistina e dalle tombe medicee realizzati con pittura a smalto su tela emulsionata.Nel 1966 viene invitato ad una importante mostra a Milano, dedicata al cinquantenario del Dadaismo.
Qui conosce artisti come Arp e Man Ray. Nel corso degli anni settanta viene quasi dimenticato dai critici e dai galleristi, benché sia sempre presente alle manifestazioni artistiche di rilievo.Negli anni ottanta, dopo un lungo periodo di isolamento, riesce a trovare nuovi impulsi creativi. Realizza la serie Coriandoli, enormi tele fatte di tanti puntini di carta lanciati sulla tela ricca di materia pittorica. Riscopre, inoltre, una nuova figurazione espressa nel segno e nel gesto duro e tagliente.Il nuovo lavoro di Festa è legato, in questi ultimi anni, all'espressionismo, riletto e adattato alla sua volontà, di artisti come Munch, Ensor, Bacon e Matisse. Ma in Festa esiste anche la solitudine e il vuoto.La critica, attratta da questa rinnovata creatività, si interessa di nuovo al suo lavoro.Nel 1980 partecipa infatti alla XL Biennale di Venezia e nel 1982 è presente alla mostra Artisti italiani contemporanei 1950-1983 e diverse sono le mostre personali che vengono allestite.
Alcuni stralci presi dal portale di boxart
Nella foto un lavoro dell'artista della serie da Michelangelo
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - March 22, 2007 12:09 AM [edited: March 28, 2007 08:24 AM]
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Saturday March 17, 2007
Luigi Ontani
(Montovolo di Grizzana Morandi, Vergato(BO), 1943)
Uno dei più grandi artisti contemporanei italiani a mio modesto parere, cresciuto nel clima dell' arte povera Ontani parte da un iniziale ripudio verso le classiche tecniche artistiche, infatti i suoi primi lavori sono quelli nel fare e ricercare oggetti di uso comune come, un portasapone, un flacone di profumi, un contenitore per uova e ricalcarli in gesso per poi immergerli in un bagno cromatico per conferirgli loro uno splendore kitsch , riscattandoli dalla pochezza di partenza, come una sorta di tocco magico, un passaggio dall'essere "povero" al rendere "ricco". Il discorso si ripete anche nei motivi ornamentali della Body Art da lui interpretati, indossando stole, corpetti ,stoffe per ornarsi come un principe azzurro , con un gusto ludico come un bambino vissuto nella povertà, che tenta con l'ingegno di mutare in oro lo squallore del proprio ambiente.
Mosso evidentemente da un narcisismo di fondo che lo porta a venerare il proprio corpo fino al punto di "vestirlo" di quei panni nobili, avvalendosi di fotografie di capolavori o protagonisti della storia, mettendo il proprio corpo e volto per sostituirli, inscenandole dal vero, realizzando i suoi tableaux vivants.
Dal "75 in poi incominciando con la carta pesta per poi passare alla ceramica, crea una folla di calchi del proprio corpo e volto, calandosi nei panni di grandi personaggi storici.
Per poi alla metà degli anni ottanta sentire l'esigenza di osare l'inosabile, e riprendere con la pittura purché questa sia fatta con leggerezza, non per niente usa la tecnica dell'acquarello per creare folletti mitologici costruiti dalle leggende.
Nella foto GrillAnni Rodari, 2000
ceramica policroma, cm 29x16x17
visione anteriore e posteriore
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - March 17, 2007 12:59 AM [edited: March 17, 2007 10:13 AM]
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Friday March 16, 2007
Mimmo Rotella
(Catanzaro, 1918 Milano 2006)
Nel 1944 si diploma al liceo artistico di Napoli.
Tra il 1951 e il 1952 studia all'università del Kansas City. Tornato a Roma, nel 1953 esegue i primi decollage. Esponente della "giovane pittura romana", aderisce al Nouveau Rèalisme teorizzato da Pierre Restany. Mentre percorre una via di Roma osserva alcuni cartelloni pubblicitari, che mani ignote hanno strappato e lacerato , lasciando vedere parte di altri manifesti precedentemente affissi e poi ricoperti. L'artista capisce che l'accostamento dei diversi frammenti crea un insieme diverso, che comunica emozioni e suggestioni nuove. Questa sarà la sua arte per tutta la sua vita , oltre ai decollage eseguirà anche gli assemblage, e altre sperimentazioni in cui manipola oggetti e immagini della vita di ogni giorno.
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - March 16, 2007 01:15 AM
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Thursday March 15, 2007
EMILIO SCANAVINO
(Genova 1922,Milano 1986)
Riporto uno stralcio da una recensione fatta durante la mostra "il segno del tempo", alla Limonaia del Palazzo dei Congressi ,Firenze 1985 di Alessandro Lazzeri, perché mi sembra che riassume in poche parole l'opera e quello che l'artista voleva esprimere con il suo segno.
........Un sentimento di paura e di angoscia è diffuso nell'opera di Scanavino e anche l'attingere ad un repertorio di forme devitalizzate ed inerti,come radici, sterpi,fili spinati,crediamo debba iscriversi in quella sorte di drammaticità che aleggia nel lavoro del maestro genovese.
Una sorta di angoscia esistenziale, da cui l'uomo non può sfuggire e che induce l'artista ad una pittura che si pone consapevolmente come tentativo di comunicare: "Quando dipingo racconto l'anima dell'uomo -confessa Scanavino-. Il quadro è come una specie di ribaltamento, è come aprire il tuo corpo e proiettare la tua anima fuori."..........
Negli anni 19501954 1958 1960 1966 è invitato alla Biennale di Venezia
Nel suo percorso d'artista stringe amicizia con tantissimi artisti tra i quali Fontana, Dangelo, Baj, Dova, Crippa, Jorn, Appel, Corneille del gruppo Cobra, Matta, Lam.
L'opera nella foto è pubblicata sul catalogo generale 2° volume pag. 888 con il numero 1985 3
category: Artisti storicizzati e di fama internazionale - March 15, 2007 12:24 AM [edited: April 13, 2008 12:55 AM]
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Sunday March 11, 2007
Ugo Nespolo
( Mosso Santa Maria (Biella) 1941)
si è diplomato all'Accademia Albertina di Belle Arti con Enrico Paulucci ed è laureato in Lettere Moderne con una tesi in Semiologia.
I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi. Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizza subito per un'accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica. Negli anni Settanta Nespolo si appropria di un secondo mezzo di espressione, il cinema: in particolare quello sperimentale, d'artista. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a Michelangelo Pistoletto. Ai suoi film hanno dedicato ampie rassegne istituzioni culturali come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum of Moderm Art, la Filmoteka Polska di Varsavia, la Galleria Civica d'Arte Moderna di Ferrara. Negli anni Settanta incomincia anche la sperimentazione con tecniche (ricamo, intarsio) e materiali inconsueti, (alabastro, ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento). Gli anni Ottanta rappresentano il cuore dei 'periodo americano': Ugo Nespolo trascorre parte dell'anno negli States e le strade, le vetrine, i venditori di hamburger di New York diventano i protagonisti dei suoi quadri. In questi anni si accumulano anche le esperienze nel settore dell'arte applicata: Nespolo è fedele al dettato delle avanguardie storiche di 'portare l'arte nella vita' ed è convinto che l'artista contemporaneo debba varcare i confini dello specifico assegnato dai luoghi comuni tardoromantici.