Saturday November 24, 2007
Al mio arrivo in questa chiesa aperta ad ogni credo, vedo opere appoggiate, mai titolo poteva essere più azzeccato INAPPESI.
E trovo una calma data da appagamento arrivarmi dal mio interlocutore Piero. Uomo di tanta vitalità, le sue opere sono un continuo di lui, persona di una pazienza unica, affidabile. Con calma cammina sul pavimento in pietra e capisco subito che questo è “ il suo mondo”.
Sotto la cupola, ricostruita a seguito del bombardamento della chiesa mi presenta Irina. Anch’ella parteciperà alla mostra e con lei passo ore bellissime, ad ascoltare i suoi racconti. Le sue “visioni” mi entusiasmano e mi avvicinano a questa donna, inebriante, positiva, generosa.
Le ore passano lente e le opere si levano dagli angoli e trovano giusta collocazione. Un colpo di martello: no più in alto, meglio qua, aspetta alza di un centimetro, si ok perfetto, quello è il suo posto; la mostra prende vita come in un ballo.
Di fronte al bellissimo crocefisso unico indizio ad indicare che siamo in una chiesa, incontro Antonella, l’ azzurro dei suoi occhi mi lascia tanta speranza, mi ha dato in poche parole la certezza che anche io riuscirò ad essere un buon padre. E’ per me come un “fluido”, in un attimo mi scalda, da questa freddissima giornata vissuta lontano dal riscaldamento.
Il tavolo spostato dal portone, come un allarme ci indica che altri stanno entrando. Arriva un raggio di sole, Rosa Maria accompagnata dal suo “amore”, solare come la sua terra, poco dopo la invito a bere un caffè al bar di fronte, ed in dieci bestemmie e quindici secondi, siamo di nuovo alla mostra.
Sono le quattro e tre quarti mi stendo come un opera vivente sull’unico spazio rimasto libero. Cerco di tenere chiusi gli occhi, non per una “preghiera”, ma per dormire e la riservatezza ed il silenzio di Giuseppe è fondamentale in questo momento, ma riesco solo a riposarmi per quindici minuti.
Suona il telefono e fra risa e battute rispondo, poche parole e chiudo.
Ora il tempo vola, controllo che tutto sia a posto.L’ inaugurazione è stata fatta da pochi minuti ed accade l’unica cosa storta della giornata e della situazione, non ho salutato Irina, mentre andavo via di corsa, per evitare di incontrare neve al ritorno per casa.
Le parole scritte servono anche come aiuto alla nostra memoria per non dimenticare momenti di una bellissima giornata.
Aika.
November 24, 2007 09:55 PM
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Irina Karim 11/26/2007 11:08 PM
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